Per affitti brevi (o locazioni brevi, o tassa Airbnb) si intendono tutti quei contratti di locazione di immobili a uso abitativo di durata non superiore a 30 giorni, stipulati, dal 1° giugno 2017, tra persone fisiche al di fuori dell’attività di impresa.

Gli affitti brevi sono stati di recente ‘regolarizzati’ con l’art.4 della cd. Manovra correttiva (DL 50/2017), mentre l’Agenzia delle Entrate ha prima pubblicato la circolare 24/E del 12 ottobre 2017 con tutti i chiarimenti in merito a quali contratti si applica la nuova disciplina sulle locazioni brevi, chi sono gli attori coinvolti, cosa devono fare intermediari e locatori, chi opera le ritenute ed effettua le comunicazioni dei dati relativi ai contratti, e successivamente anche una guida completa.

Tipologia di immobili e servizi

  • sono esclusi dalle nuove regole sugli affitti brevi quelli situati all’estero e quelli che non hanno finalità abitative: la locazione deve quindi riguardare unità immobiliari situate in Italia e appartenenti alle categorie catastali da A1 a A11 (esclusa la A10-uffici o studi privati) e le relative pertinenze (box, posti auto, cantine, soffitte, ecc), oppure singole stanze dell’abitazione.
  • il contratto può avere ad oggetto, oltre alla messa a disposizione dell’alloggio, la fornitura di biancheria, la pulizia dei locali, e tutti quei servizi strettamente funzionali alle esigenze abitative di breve periodo, come, ad esempio, la fornitura di collegamento wi-fi e di aria condizionata;
  • sono esclusi i contratti che includono servizi non necessariamente correlati con la finalità residenziale dell’immobile, come per esempio la colazione, la somministrazione dei pasti, la messa a disposizione di auto a noleggio o di guide turistiche;
  • non è richiesta l’adozione di un particolare schema contrattuale.

Le regole per gli intermediari

  • gli intermediari che intervengono nella conclusione dei contratti di locazione breve devono comunicare alle Entrate i dati della locazione stipulata per il loro tramite;
  • se intervengono anche nel pagamento o se incassano i corrispettivi sono tenuti ad applicare una  ritenuta, pari al 21% del canone, da versare all’erario entro il mese successivo. La ritenuta va operata sull’intero importo indicato nel contratto di locazione breve che il conduttore è tenuto a versare al locatore.

Cedolare secca per i locatori
Come stabilito dall’art.4 del decreto-legge 50/2016, il locatore può optare per il regime della cedolare secca assoggettando il reddito derivante dalla locazione all’imposta sostitutiva del 21% invece della tassazione ordinaria. I contratti possono essere conclusi direttamente dalle parti o tramite soggetti che esercitano attività di intermediazione immobiliare o mediante piattaforme online.

 

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