Il ministero dell’Interno ricorda i principali adempimenti per consentire l’esercizio del diritto di voto ad alcune categorie di elettori.

Nella circolare del 19 maggio 2017 n. 18, il Viminale elenca quelle categorie di elettori che sono ammessi al voto in un seggio diverso a quello di iscrizione, purché nello stesso comune.

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In primo luogo sono citati i componenti del seggio, i rappresentanti delle liste, ufficiali e agenti della forza pubblica in servizio presso il seggio.
L’articolo di riferimento per l’ammissione di elettori all’esercizio del diritto di voto con procedura speciale è il 40 del Dpr 16 maggio 1960 n. 570.
Il presidente vota nel seggio cui esercita il proprio ufficio solo se iscritto nelle liste elettorali dello stesso comune, così come i rappresentanti delle liste e gli ufficiali e gli agenti di pubblica sicurezza. Nessun limite per scrutatori e segretario del seggio, nominati necessariamente fra gli iscritti nelle liste elettorali del comune di ubicazione del seggio.

La circolare si sofferma sui degenti in ospedali e in case di cura, ammessi al voto nel luogo del ricovero a patto che siano elettori del comune sul cui territorio insiste la struttura (articolo 42 Dpr n. 570/1960).
La volontà di votare presso il luogo di cura delle essere dichiarata per iscritto e inoltrata al comune entro tre giorni dal voto. Il sindaco del comune potrà così includere il nominativo in appositi elenchi per le relative annotazioni nelle liste sezionali e rilasciare un’attestazione dell’avvenuta inclusione negli elenchi.
L’elenco, distinto per maschi e femmine, dovrà essere costituito per:

  1. sezioni ospedaliere;
  2. seggi speciali;
  3. seggi volanti o uffici distaccati di sezione.

Nel luogo di ricovero e nell’ambito del comune interessato, sono ammessi al voto i degenti nelle case di riposo per anziani e nei cronicari con una minima struttura sanitaria nonché i tossicodipendenti ospitati in comunità (articolo 42 Dpr n. 570/1960).

Particolare disciplina riguarda i detenuti che devono esprimere la loro volontà di esprimere il voto al massimo tre giorni prima la data delle elezioni. La dichiarazione, corredata dall’attestazione del direttore dell’istituto che comprovi la detenzione, permette loro l’inserimento negli elenchi del seggio speciale, a patto che il detenuto abbia la residenza nel comune su cui insiste l’istituto di pena.
Gli agenti di custodia, precisa la circolare, non possono esprimere il voto presso i seggi speciali costituiti in carcere.

Specifiche disposizioni esistono poi per gli ammessi al voto domiciliare che, come spiegato nella circolare n. 15/2017, abbiano presentato domanda e certificazioni mediche nei termini. Il voto a domicilio è raccolto, di norma, da un seggio “volante” composto dal presidente, dal segretario e da uno scrutatore designato a sorteggio della sezione nella cui circoscrizione abita l’elettore.

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