L’Ape volontario o anticipo pensionistico in forma volontaria è, di fatto, una sorta di prestito al consumo. Il regolamento dell’Ape volontaria (DPCM 150/2017) è retroattivo con decorrenza dal 1° maggio 2017. Vediamo come funziona e come si può ottenere.

Le principali disposizioni del DPCM sull’Ape volontario

  • requisiti per l’accesso: all’Ape volontario possono ricorrere tutti i lavoratori pubblici e privati che, al momento della richiesta, hanno compiuto almeno 63 anni, matureranno la pensione di vecchiaia al massimo tra 3 anni e sette mesi, posseggono 20 anni di contributi, con importo della pensione di vecchiaia non inferiore a 1,4 volte il minimo Inps (a valore corrente, 702.65 euro mensili). Vi possono accedere anche i pensionati diretti (già titolari di una pensione di lavoro) e indiretti (chi ha già una pensione di reversibilità del coniuge deceduto);
  • rata del prestito: l’anticipo pensionistico volontario, sotto forma di prestito, consiste nel pagamento di una rata sulla pensione netta futura da un minimo del 2% fino al 5-5,5% medio annuo. La rata mensile non può essere inferiore a 150 euro, mentre l’importo massimo è legato alla durata dell’Ape: se l’anticipo è superiore a tre anni (e fino al massimo di tre anni e sette mesi), si potrà arrivare a chiedere fino al 75% della futura pensione; se è compreso tra 24 e 36 mesi, il massimo ottenibile è l’80% della futura pensione; se compreso tra 12 e 24 mesi fino all’85% della futura pensione; infine, se non arriva a 12 mesi il massimo ottenibile sarà fino al 90%;
  • iter per l’accesso all’Ape volontario: una volta chiesta la certificazione della pensione futura all’Inps, il lavoratore riceverà informazioni su banche e assicurazioni aderenti all’iniziativa e sottoscriverà online la proposta e la quantità prescelta di Ape;
  • durata e clausole del prestito: l’anticipo viene erogato in rate mensili mentre all’età di vecchiaia l’Inps erogherà la pensione al netto della rata di ammortamento
    inclusiva di restituzione del capitale, interessi e assicurazione. Se il pensionato muore prima di aver finito di restituire il prestito l’assicurazione paga il debito residuo e l’eventuale reversibilità viene corrisposta senza decurtazioni. Dopo 20 anni dal pensionamento si completa la restituzione e la pensione torna al livello normale.
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