Il 30 gennaio di ogni anno, l’Agenzia del Demanio predispone l’elenco degli immobili di proprietà dello Stato non utilizzabili per finalità istituzionali e non trasferibili agli enti territoriali che possono essere utilizzati come studio da giovani artisti italiani e stranieri. atelier, artisti, musica, studi, arteDopo la verifica dello stato degli immobili e del loro eventuale interesse culturale (entro il 30 aprile), un decreto del Ministro dei beni e delle attività culturali e del turismo individua entro il 30 giugno i beni immobili a disposizione e si specifica l’ente gestore che, entro settembre, emanerà il bando pubblico per l’assegnazione.

Quanto è piccolo il prezzo?
Il canone mensile per gli immobili individuati dallo Stato è simbolico e non supera i 150 euro mensili a cui vanno aggiunte le spese di manutenzione ordinaria. Il contratto di locazione o di concessione con l’ente gestore, però, copre un periodo non inferiore ai 10 anni.

Chi può richiedere l’atelier?
Possono partecipare al bando pubblico esclusivamente cooperative di artisti e associazioni di artisti residenti nel territorio italiano che siano in grado di presentare un progetto artistico da attuare su dieci anni e di indicare le iniziative che intendono realizzare e con quali mezzi finanziari.

Quali le priorità assegnate?
Nel decreto ministeriale che definisce le caratteristiche per l’assegnazione dei locali da trasformare in atelier, laboratori o locali (Dm Beni Culturali 22 dicembre 2015, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale del 6 luglio 2016) e attua l’articolo 6 del Dl n. 91/2013, si individuano nove requisiti in grado di caratterizzare le proposte come “prioritarie”.

La trasversalità del progetto e la sua capacità di contaminarsi è tra i primi punti individuati: interdisciplinarietà tra i settori artistici e la disponibilità a condividere i locali con artisti di altri territori (italiani e stranieri) coinvolti nella realizzazione del progetto assumeranno immediato rilievo agli occhi della Commissione giudicatrice che, oltre al progetto, dovrà valutare la compatibilità con le caratteristiche dei luoghi in cui andrebbe realizzato il progetto stesso a livello di sicurezza e decoro.

Altro “plus” dei progetti è la previsione di attuare periodicamente iniziative aperte al pubblico nonché l’alternanza di produzioni artistiche nei locali concessi.

La capacità “fare rete” è un altro degli skill richiesti alla progettazione che deve aprirsi alla relazione organica e costruttiva con l’intera filiera artistica-culturale e creativa sul territorio di riferimento, al raccordo con il tessuto culturale e con le tradizioni, le sinergie con gli enti locali e le associazioni culturali già attive nel contesto di riferimento.

Completano gli elementi di priorità la capacità di integrazione di fonti plurime di finanziamento, di carattere pubblico o privato, e la previsione di una gestione eco-sostenibile dell’immobile.

Un occhio di riguardo sarà riservato alle cooperative di artisti e alle associazioni di residenti composte in prevalenza da artisti con un’età inferiore ai 35 anni.

Nell’immobile si possono avviare servizi aggiuntivi?
Il Dm specifica che nell’ambito del progetto è possibile prevedere l’attivazione di servizi aggiuntivi, sia direttamente dal beneficiario sia indirettamente attraverso soggetti terzi di cui si sia acquisita l’informazione antimafia.

Tra i servizi attivabili rientrano, per esempio, quelli di ristorazione o caffetteria come anche di un punto vendita dei prodotti culturali.

Il vincolo rimane quello della priorità da conservare alla produzione artistica rispetto ai servizi accessori.

Possibile attivare contratti di sponsorizzazione?
Nel decreto si prevede la manutenzione ordinaria a carico del locatario o concessionario del bene mentre per gli interventi straordinari è prevista l’erogazione di contributi a fondo perduto in proporzione alle spese sostenute.

Però, per sostenere le spese è possibile, dopo il via libera dell’ente gestore, attivare accordi di sponsorizzazione.
La sponsorizzazione può essere anche di tipo strumentale, con la concessione di beni e servizi, utile alla valorizzazione della produzione artistica realizzata nel bene concesso.

L’elenco degli immobili individuati
L’Agenzia del Demanio ha individuato per il 2016 dieci immobili, riportati nell’Allegato A al decreto pubblicato in luglio sulla Gazzetta Ufficiale.
Si tratta di:

  1. Baranello (CB) – Fabbricato urbano in contrada Veticozze – Vecchio complesso alberghiero in totale stato di abbandono;
  2. Mantova – ex Chiesa di San Cristoforo;
  3. Vicopisano (PI) – Ex casello idraulico di Vicopisano;
  4. Livorno – Torre di Calafuria.

Ci sono poi gli immobili selezionati dal Ministero della difesa e comunicati
all’Agenzia del demanio:

  1. Gorizia – ex fabbricato uso servizi in località Lucinico – Via degli Eroi, 14;
  2. Pordenone – Ex alloggio in Via S. Quirino, 84;
  3. Campo Calabro (RC) – Aliquota di ex fortino Matiniti in località Matiniti;

Tre gli immobili individuati dal Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo:

  1. Padova – immobile denominato «della Cavallerizza» e magazzini della ex Caserma Prandina;
  2. Siena – spazi del complesso di Villa Brandi in località Vignano – Piani terra e primo;
  3. Roma – n. 3 unità abitative in Piazza Santa Cecilia, 23 (piano terra, secondo piano, terzo piano).
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