Titolari di partita Iva, professionisti, imprese e tutti i privati che ne faranno richiesta riceveranno, a partire da luglio 2017, le notifiche degli atti tributari a loro intestati attraverso l’indirizzo Pec censito nell’indice nazionale INI-Pec.

La notifica si intenderà perfezionata nel momento in cui il gestore della casella trasmetterà la ricevuta di accettazione con attestazione che certifichi l’avvenuta spedizione del messaggio al destinatario.

Le indicazioni dell’Agenzia delle Entrate
Le modalità per la comunicazione dell’indirizzo di posta elettronica certificata e per le successive comunicazioni di eventuali cambiamenti in merito sono comunicate dall’Agenzia delle Entrate nel provvedimento n. 120768/2017.
Il rimando è ai servizi telematici dell’Agenzia, disponibili sul sito: si accentrano sulla piattaforma ad accesso tramite autenticazione tutte le attività inerenti le comunicazioni che riguardano la propria Pec. L’indirizzo deve essere lo stesso inserito nell’INI-Pec, altrimenti non può essere utilizzato per le notifiche.

A quell’indirizzo l’Agenzia può notificare gli avvisi e gli altri atti che vanno notificati ai sensi dell’articolo 69, comma settimo, del Dpr n. 600/1973 a partire dal 1° luglio 2017.
Lo stesso indirizzo pec può essere utilizzato dall’agente di riscossione per la notifica delle cartelle di pagamento e degli atti di procedura di riscossione coattiva mediante ruolo. Il contribuente, però, può revocare l’indirizzo pec inviando all’agente della riscossione una richiesta con le modalità indicate sul sito internet del riscossore stesso.

Che succede se la casella Pec è satura? Se la notifica, al secondo tentativo, nuovamente viene rifiutata dalla casella di posta elettronica certificata perché piena, ovvero sia non valida o non attiva al primo tentativo, si torna ai “vecchi” sistemi di notificazione. L’indirizzo, però, rimane valido per tentare la strada della notifica telematica nelle occasioni future.

Elementi di attenzione
Il primo passo da fare, allora, è verificare di essere autenticati ai servizi telematici dell’Agenzia delle Entrate, in modo da entrare nell’area riservata
In parallelo, è bene verificare se e quale indirizzo è stato inserito nell’archivio INI-Pec, per evitare che il “corto circuito” informativo impedisca le notifiche alla propria Pec.

La comunicazione dell’indirizzo di posta elettronica certificata può essere effettuata, oltre che per se stessi, anche per il coniuge o per un parente o affine entro il quarto grado. In questo caso bisognerà dichiarare di essere specificatamente incaricati a ricevere la notifica per conto degli interessati.

Non è possibile comunicare un indirizzo Pec a cui ricevere le notifiche per gli eredi di un soggetto deceduto. Stesso limite per i rappresentanti dei minori, di inabilitati o interdetti.

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