Per fruire delle detrazioni è sufficiente la condizione di convivente. Non è necessario sia stato stipulato un contratto di comodato purché la convivenza sussista dal momento in cui iniziano i lavori.

dichiarazione redditi, Irpef, detrazioniLa legge 20 maggio 2016 n. 76 di regolamentazione delle unioni civili tra persone dello stesso sesso e di disciplina delle convivenze, pur non equiparando le convivenze di fatto alle unioni basate sul matrimonio, ha attribuito una specifica rilevanza giuridica al legame concreto tra il convivente e l’immobile destinato a dimora comune.

Come conseguenza di questa linea di pensiero perseguita dal Legislatore, l’Agenzia delle Entrate risponde all’interpello propostole con la risoluzione 28 luglio 2016 n. 64 in relazione alla possibilità del convivente di usufruire del bonus ristrutturazioni.

«Il convivente more uxorio che sostenga le spese di recupero del patrimonio edilizio, nel rispetto delle condizioni previste dal richiamato art. 16-bis, può, dunque, fruire della detrazione alla stregua di quanto chiarito per i familiari conviventi».

Questo significa che la possibilità di detrazione si amplia alle spese sostenute su una qualsiasi delle abitazioni nelle quali si esplica il rapporto di convivenza, non solo su quella principale.

Si ricorda che per l’accertamento della «stabile convivenza» si fa riferimento al concetto di famiglia anagrafica previsto dal regolamento anagrafico di cui al Dpr n. 223/1989.

Pensi possa interessare qualcun'altro? Post it!
Share