Continuiamo il nostro percorso tra le parole della materia edilizia, analizzando alcune modifiche apportate al Testo Unico dal Legislatore con l’obiettivo di semplificare le procedure attivabili dal cittadino nel momento in cui si rivolge alla pubblica amministrazione.
Questa volta ci fermiamo su tre definizioni mandate in pensione dalle riforme dell’ultimo anno.

Il significato della CIL
Cil significa, per esteso, Comunicazione d’Inizio Lavori. È, anzi era, una comunicazione semplice senza asseverazione del tecnico, cioè senza un progetto redatto e controfirmato da un professionista abilitato.

Le materie che potevano avvalersi della Cil sono state ricondotte dal Legislatore nell’ambito degli interventi completamente liberi, pur nel rispetto delle norme di settore. Il nuovo articolo 6 del Dpr n. 380/2001 prevede al comma 1, lettera e-bis), l’unica eccezione prevista per la “permanenza in vita” di una sorta di CIL per le «opere dirette a soddisfare obiettive esigenze contingenti e temporanee e ad essere immediatamente rimosse al cessare delle necessità e, comunque, entro un termine non superiore a novanta giorni». La comunicazione di avvio lavori va presentata all’amministrazione comunale, quindi, anche se gli interventi rientrano nell’ambito dell’edilizia libera.

DIA super
In tutte le regioni ordinarie, comprese quelle speciali ai sensi dell’articolo 29 della legge n. 241/1990, il cosiddetto decreto SCIA 2 ha eliminato la DIA (super) per sostituirla con la SCIA (super). Si tratta di un’estensione di quanto era stato già anticipato in sette regioni: Calabria, Emilia Romagna, Marche Sardegna, Toscana, Umbria e Provincia di Trento.

Abrogato l’articolo 22, comma 3, del Dpr n. 380/2001, si è proceduto a convogliare, uniformando, tutti gli inteventi sotto la procedura della Scia (super) in alternativa al permesso di costruire con un elenco dettagliato degli interventi contenuto nell’articolo 23 del Testo Unico.

Si ricorda che la differenza tra Scia normale e Scia super si rintraccia nel procedimento sanzionatorio differente previsto per l’una e l’altra tipologia di segnalazione. Nel caso di SCIA super, infatti, gli abusi rispondono al controllo dell’autorità penale mentre negli interventi ricadenti nella casistica di Scia semplice il controllo è di tipo amministrativo.

Prima c’era il certificato di agibilità
Il comune non rilascia più il certificato di agibilità, eliminato dal Dlgs n. 222/2016, ma sarà un tecnico abilitato a rilasciare una segnalazione certificata d’agibilità (SCA) con in allegato la documentazione impiantistica, strutturale e catastale dell’immobile.

La segnalazione certificata di agibilità va presentata entro 15 giorni dalla comunicazione di fine lavori: non rispettare l’iter procedimentale previsto può costare dai 77 ai 464 euro di multa.

Con la SCA si attesta la conformità dell’opera eseguita al progetto, la sicurezza, l’igiene, la salubrità, il risparmio energetico, la sicurezza degli impianti installati e così via attraverso la documentazione allegata.

La segnalazione certificata d’agibilità è necessaria:

  • per le nuove costruzioni;
  • per le costruzioni o sopraelevazioni, totali o parziali;
  • per gli interventi sugli edifici esistenti che possono influire sulla sicurezza, salubrità….

Si prevede l’utilizzo della SCA anche:

  • Per edifici o singole porzioni della costruzione, purché funzionalmente autonomi, qualora siano state realizzate e collaudate le opere di urbanizzazione primaria relative all’intero intervento edilizio e siano state completate e collaudate le parti strutturali connesse, nonché collaudati e certificati gli impianti relativi alle parti comuni;
  • Per unità immobiliari, se completate e collaudate le opere strutturali connesse, siano certificati gli impianti e siano completate le parti comuni di urbanizzazione primaria dichiarate funzionali rispetto all’edificio oggetto di agibilità parziale.
  • Per gli interventi locali sulle costruzioni esistenti effettuati in zona sismica.
    La SCA, con la dichiarazione del direttore dei lavori, racchiude in sé anche la conformità dell’opera al progetto approvato e sostituisce il certificato di collaudo.
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