Il Consiglio di Stato ha fornito parere positivo allo schema di decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri recante «Disposizioni transitorie necessarie per la tenuta dei registri nell’archivio dello stato civile ai sensi dell’articolo 1, comma 34, della legge 20 maggio 2016, n. 76».
Fino a quando il Governo non provvederà all’istituzione del registro provvisorio e delle formule per la celebrazione, i Comuni non possono però decidere autonomamente come procedere. Nell’attesa di leggere le prossime decisioni dell’esecutivo, insomma, nulla è di fatto cambiato: si aspetta.

famigliaCelebrare un’unione civile senza che si siano predisposti i registri e si siano comunicate le formule è impossibile. A meno che il Governo non affermi chiaramente che il Comune può gestire autonomamente e autoregolarsi in materia.

Il Consiglio di Stato, con il parere 21 luglio 2016 n. 1695 ha dato il proprio via libera allo schema di Dpcm con le disposizioni transitorie in materia di unioni civili, è vero, ma ha espressamente aggiunto l’invito all’esecutivo di provvedere a colmare due lacune fondamentali per l’applicazione del testo di legge licenziato dal Parlamento e pienamente in vigore dal 5 giugno 2016.

Per il dettaglio delle previsioni di legge, leggi pure il nostro Post It del 21 maggio

Lo stato dell’arte

Senza le formule non è possibile procedere a celebrare unioni dello stato civile.  Senza l’istituzione di un registro, sebbene provvisorio, neanche.

Il consiglio di Stato in questo è stato chiarissimo con la frase: «In via preliminare la Sezione rileva che pure l’individuazione delle formule è un adempimento essenziale per la costituzione effettiva del registro provvisorio delle unioni civili».
Di seguito ha poi aggiunto: «La Sezione reputa che l’istituzione di un registro, sia pur provvisorio, delle unioni civili costituisca sul piano amministrativo, un adempimento indispensabile per consentire l’operatività della riforma».

Pertanto, fino a quando il Governo non provvederà a sanare queste lacune, l‘ufficio dello stato civile a cui sono demandati questi adempimenti può solo provvedere a dare indicazioni, rimandando le coppie (maggiorenni, dello stesso sesso) a “data da destinarsi”.

Come procedere per registrare una convivenza di fatto: leggi il nostro Post It del 19 giugno 2016

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