Si scrive AIA, si legge Autorizzazione Integrata Ambientale. Cosa si intende, quando è necessaria, chi sono gli “attori” nel procedimento autorizzativo che, al suo termine, contiene al suo interno tutti gli altri atti di assenso necessari.

Di cosa parliamo
L’AIA è l’Autorizzazione Integrata Ambientale, rilasciata dalla Regione o dallo Stato. Come sintetizza il Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare, è il provvedimento che autorizza l’esercizio di una installazione a determinate condizioni che devono garantire la conformità ai requisiti riportati nel decreto legislativo n. 152/2006, parte seconda (Testo Unico Ambiente), utili a garantire un elevato grado di protezione dell’ambiente nel suo complesso.

Quindi, la prima differenza rispetto alle altre sigle che abbiamo analizzato nelle settimane passate, è l’ambito di significatività: l’edilizia certo, ma intesa come settore che interviene a modificare l’ambiente in modo trasversale e differenziato a seconda della destinazione d’uso del manufatto e dei materiali impiegati.

All’Autorizzazione Integrata Ambientale e alle sue specifiche è dedicato il Titolo III-bis del Testo Unico Ambiente, dall’articolo 29-bis al 29-quattuordecies.

Chi interviene nel procedimento
Il rilascio dell’AIA avviene dopo una Conferenza dei servizi che analizza le richieste di Autorizzazione: nella Conferenza interviene lo Stato, la Regione, gli Enti locali e il Sindaco del Comune in cui insiste l’opera, insieme alle istituzioni ambientali e a quelle competenti per il rilascio dei titoli abilitativi richiesti contestualmente all’autorizzazione.

L’AIA viene rilasciata dallo Stato o dalle Regioni, a seconda dell’importanza dell’opera e della disciplina dettata dalla normativa specifica.

Le ultime indicazioni
Il Regolamento che definisce le modalità e i costi per le istruttorie e i controlli previsti in relazione all’AIA è stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale dell’11 maggio 2017 n. 108.
Il decreto del Ministero dell’Ambiente e della Tutela del territorio e del Mare 6 marzo 2017 n. 58 è entrato in vigore lo scorso 26 maggio.

Il Dm norma:

  • l’istruttoria per il primo rilascio dell’Autorizzazione Integrata Ambientale per impianti nuovi o già esistenti;
  • l’istruttoria per il riesame – valido come rinnovo – dell’AIA già rilasciata;
  • l’istruttoria di autorizzazione ad apportare modifiche sostanziali a una installazione già dotata di AIA ovvero di riesame dell’AIA già rilasciata;
  • l’istruttoria relativa alle comunicazioni necessarie per modifiche agli impianti o in caso di variazione del gestore;
  • l‘attività di controllo;
  • l’attività di verifica presso l’installazione nei primi sei mesi dall’impianto nel caso in cui una ispezione precedente abbia evidenziato una grave inosservanza delle condizioni di autorizzazione.

I costi
Il Dm n. 58/2017 prevede delle tariffe relative all’istruttoria di AIA determinate sulla base delle dichiarazioni allegate dal gestore dell’impianto alla richiesta di Autorizzazione in merito:

  • all’elenco delle attività condotte nell’installazione,
  • alla presenza di ulteriori attività o impianti soggetti ad AIA localizzati nello stesso posto e funzionalmente connessi,
  • numero di fondi di emissione significativa di sostanze inquinanti,
  • i rifiuti pericolosi prodotti,
  • la presenza di un sistema di gestione ambientale registrato,
  • l’eventuale localizzazione in un sito di interesse nazionale,
  • la richiesta di deroghe al rispetto dei BAT-AEL.
    Le specifiche per la determinazione delle cifre da corrispondere sono contenute nel punto 7 dell’allegato 1 al Dm.

L’allegato IV al Dm, invece, disciplina la tariffa dovuta per le attività dell’autorità di controllo, sia essa effettuata tramite verifica della documentazione trasmessa dal gestore oppure effettuata attraverso una visita presso l’installazione.
Si tratta di attività che comportano una relazione all’Autorità competente a conclusione delle procedure di analisi.

Il pagamento dell’importo tariffario dovuto è da dimostrare attraverso quietanza da allegare all’atto dell’istanza di AIA, delle comunicazioni, dell’invio della documentazione a seguito di richiesta per il riesame. È possibile produrre una attestazione equivalente alla quietanza nel caso di pagamenti effettuati per via telematica, entro lo stesso anno fiscale dell’istanza.
In mancanza della certificazione dell’avvenuto pagamento, la pratica è considerata irricevibile.

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