Fornitori e altri soggetti privati, secondo la legge di bilancio per il 2017, possono ricevere “in dote” la detrazione spettante a seguito di determinati interventi riguardanti lavori effettuati sulle parti comuni degli edifici. Questo credito d’imposta, però, non può essere trasferito a banche e intermediatori finanziari.

Le modalità con cui attuare il passaggio del credito sono individuate in due differenti provvedimenti del Direttore dell’Agenzia delle Entrate, entrambi dell’8 giugno 2017.

Riqualificazione energetica
Il credito d’imposta chiamato “ecobonus” riguarda gli interventi di riqualificazione energetica effettuati sulle parti comuni di edifici che interessano l’involucro per oltre il 25% della superficie disperdente lorda oppure quelli finalizzati a portare la prestazione energetica invernale e estiva nei parametri di qualità media individuati dal Mise nel decreto 26 giugno 2015.

La detrazione di cui è possibile beneficiare è quella riportata nel comma 2-quater, articolo 14, del Dl n. 63/2013 e riguarda le spese sostenute tra il 1° gennaio 2017 e il 31 dicembre 2021. Le modalità di cessione del credito d’imposta sono riportate nel provvedimento con protocollo 108577/2017.

L’ecobonus cedibile corrisponde alla detrazione lorda sul reddito pari al 70% delle spese sostenute se riguardano una superficie superiore al 25% della disperdente lorda. La percentuale sale al 75% per le opere di miglioramento della prestazione energetica invernale ed estiva.
Tetto alla spesa pari a 40mila euro, da moltiplicare per il numero delle unità immobiliari che compongono l’edificio. Il credito d’imposta andrà ripartito in dieci quote annuali, tutte della stessa cifra.

Il sismabonus
Stesso arco temporale – 1° gennaio 2017/31 dicembre 2021 – per gli interventi effettuati sulle parti comuni di edifici per l’adozione di misure antisismiche e l’esecuzione di opere per la messa in sicurezza statica effettuate sulle parti comuni degli edifici in grado di ridurre il rischio sismico, valevoli a generare un credito d’imposta.

Il provvedimento protocollo n. 108572/2017 disciplina le modalità di cessione del credito corrispondente.
Il sismabonus equivale alla detrazione dell’imposta lorda sul reddito per il 75% delle spese sostenute. L’eccezione che porta la detrazione all’85% riguarda opere che permettono il passaggio dell’immobile a due classi inferiori di rischio.
Limite di spesa pari a 96mila euro, da moltiplicare per il numero delle unità immobiliari che compongono l’edificio. Il bonus andrà ripartito in cinque quote annuali di pari importo.

Passaggio di “consegne”
La cessione può essere effettuata solo dopo che il credito d’imposta sia diventato disponibile e, quindi, dal 10 marzo dell’anno successivo a quando si è sostenuta la spesa. Nel caso in cui il credito sia ceduto ai fornitori, esso si considera disponibile dal 10 marzo del periodo d’imposta successivo a quello in cui il fornitore ha emesso la fattura.
A procedere con la cessione possono essere:

  • i condomini che teoricamente beneficiano della detrazione d’imposta (quindi anche gli “incapienti”);
  • i cessionari del credito che intendano a loro volta cedere l’agevolazione.

A ricevere in dote il bonus possono essere:

  • fornitori dei beni e servizi necessari alla realizzazione degli interventi agevolati;
  • altri soggetti privati quali persone fisiche, anche esercenti attività di lavoro autonomo o d’impresa, società ed enti.

Per avviare la cessione i condòmini, se i dati della cessione non sono indicati nella delibera assembleare che approva gli interventi, devono comunicare all’amministratore di condominio l’avvenuta cessione del credito indicando, oltre ai propri dati, anche denominazione e codice fiscale del cessionario che ha accettato.
La comunicazione va effettuata entro il 31 dicembre del periodo d’imposta di riferimento.
Spetterà all’amministratore comunicare all’agenzia delle Entrate i dati identificativi e l’accettazione del cessionario nonché l’ammontare del credito d’imposta ceduto sulla base delle spese sostenute dal condominio. Ai condòmini verrà restituita la certificazione delle spese a loro imputabili e il protocollo telematico con il quale ha effettuato la comunicazione alle Entrate.

I controlli
I due provvedimenti delle Entrate chiariscono che, nel caso di utilizzo non conforme di eco e sisma bonus l’amministrazione finanziaria provvederà:

  • al recupero del credito corrispondente nei confronti del condòmino, maggiorato di sanzioni e interessi, nel caso in cui manchino i requisiti oggettivi che danno diritto alla detrazione d’imposta;
  • al recupero dell’importo nei confronti del cessionario, maggiorato di interessi e sanzioni, nel caso in cui la fruizione, anche parziale, del credito sia accertata come indebita.
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