I contribuenti possono ottenere degli “sconti” sulle imposte presentando le ricevute di alcune tipologie di spese sostenute in fase di dichiarazione dei redditi. Deducibile non è un sinonimo di detraibile: vediamo le differenze.

dichiarazione-redditiTermini molto simili, ma non identici, deducibile e detraibile si legano alle spese che possono permettere al contribuente di ottenere una riduzione sull’importo complessivo dei redditi per i quali vanno calcolate le imposte o un vero e proprio sconto sul totale finale.

La deduzione, infatti, opera sul reddito imponibile. Questo significa che quando si va a calcolare il reddito a cui applicare le aliquote percentuali delle imposte sui redditi, si sottraggono le somme deducibili.
In questa categoria rientrano alcune tipologie di spese previste dal fisco come quelle per carichi familiari o per categorie di lavoro oppure uscite ritenute deducibili perché legate a spese sostenute per attività di impresa o di lavoro autonomo.

La detrazione opera invece sull’imposta e modifica, per sottrazione, l’importo del pagamento finale. Le somme detraibili possono essere previste dalla normativa fiscale come nel caso delle spese mediche.

A titolo esemplificativo, ecco i principali oneri deducibili dal reddito imponibile Irpef e detraibili dall’Irpef da versare per la dichiarazione dei redditi 2016.
Si ricorda che per poter scalare le spese è importante conservare i documenti che certificano gli importi in uscita (ricevute, fatture, scontrini) per se stessi o per i famigliari a carico. Sono a carico i familiari con un reddito inferiore a 2.840,51 euro annui al lordo degli oneri deducibili

Sono deducibili:

  • contributi previdenziali e assistenziali;
  • fondi integrativi del Ssn;
  • forme pensionistiche complementari e individuali per un massimo di 5.164,57 euro.

Sono poi deducibili, oltre alle spese mediche generiche e di assistenza per i portatori d’handicap, gli assegni di mantenimento per il coniuge separato o divorziato; il contributo sugli immobili ai consorzi obbligatori per legge (ma gli immobili devono concorrere alla formazione di quello complessivo); erogazioni liberali per istituzioni religiose, organizzazioni non governative, organizzazioni non lucrative di utilità sociale, università, enti di ricerca ed enti parco; rendite, vitalizi, assegni alimentari; contributi previdenziali per i collaboratori domestici per un massimo di 1.549,37.

Sono detraibili dall’imposta Irpef, con detrazione dall’imposta pari al 19%:

  • le spese sanitarie fino a 129,11 euro purché con scontrino fiscale “parlante”;
  • le spese sanitarie per disabili;
  • gli acquisti e le riparazioni di veicoli per disabili fino a 18.075,99 euro a mezzo;
  • le rette di scuola secondaria e universitaria;
  • le attività sportive dei minorenni fino a 210,00 euro a ragazzo;
  • l’affitto degli universitari fuori sede per un importo non superiore a 2.633,00 euro;
  • la retta degli asili nido per un massimo di 632,00 euro;
  • il riscatto della laurea;
  • l’acquisto di libri scolastici e universitari o di altre pubblicazioni munite di codice ISBN e dietro presentazione di fattura o scontrino fiscale “parlante” per massimo mille euro per ciascuna categoria di libri.

Oltre a queste tipologie di spesa detraibili sia se a carico fiscalmente di chi presenta la dichiarazione sia per un familiare, ce ne sono molteplici legate a norme specifiche di legge (come per le ristrutturazioni edilizie o il cosiddetto “riaffitto”).

Buon senso chiede di verificare quali spese nella propria situazione specifica sono deducibili e detraibili in modo da mantenere tutte le ricevute delle spese, magari minute, che abbiamo effettuato in vista della dichiarazione dei redditi.

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