Dal 12 marzo 2016, sono state introdotte alcune misure per contrastare la prassi delle cosiddette “dimissioni in bianco”. Per effetto del decreto legislativo 151/2015, il lavoratore  deve comunicare le proprie dimissioni o la risoluzione consensuale del rapporto di lavoro attraverso una procedura online messa a punto dal ministero del Lavoro e delle Politiche sociali e attiva sul sito dell’Inps. Si tratta, tra l’altro, del primo servizio accessibile tramite Spid – Sistema Pubblico di Identità Digitale – attivato dal Ministero.

La procedura
Le dimissioni possono essere comunicate in modo autonomo accedendo al servizio online dedicato.

La compilazione può essere delegata a un soggetto abilitato (patronato, organizzazione sindacale, ente bilaterale, commissioni di certificazione, consulenti del lavoro, sedi territoriali dell’Ispettorato nazionale del lavoro).

Le prime informazioni riguardano il rapporto di lavoro, con una distinzione rispetto al periodo in cui esso è stato instaurato per quanto riguarda l’automatizzazione dell’inserimento di dati prima o dopo il 2008.
In entrambi i casi è importante fornire l’indirizzo di posta elettronica o PEC dell’azienda.

Il sistema chiederà di inserire la data da cui decorrono le dimissioni che possono essere ritirate entro sette giorni dalla data di invio del modulo.

Come funziona SPID
Il Sistema Pubblico di Identità Digitale (SPID) è il sistema di autenticazione che permette, a cittadini ed imprese, di accedere ai servizi online della pubblica amministrazione e dei privati aderenti con un’identità digitale unica.

Richiesta delle credenziali
Per richiedere e ottenere le credenziali SPID l’interessato (persona fisica maggiorenne dotata di cittadinanza italiana, ovvero residenza o permesso di soggiorno), ha bisogno di:

  • un documento di identità in corso di validità;
  • la tessera sanitaria;
  • un indirizzo e-mail;
  • un numero di telefono cellulare.

Leggi anche il Post It dedicato a SPID

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