Una sacca di sangue, tre vite. La stima, diffusa dalla Croce Rossa Italiana, ricorda che una sola donazione del proprio sangue permette di intervenire su tre persone differenti che ne abbiano necessità: per un intervento, per lenire gli effetti di alcune malattie, dopo un incidente.
Ecco caratteristiche e indicazioni per diventare donatore.

L’identikit del donatore di sangue

Per poter donare il sangue ci sono alcune caratteristiche imprescindibili, legate allo stato di salute personale, allo stile di vita e alle caratteristiche specifiche dell’attività.

Il “donatore tipo” deve avere un’età compresa tra i 18 e i 60 anni (65 se donatore volontario periodico) e pesare almeno 50 chili. Prima di procedere, gli operatori controllano la pressione, che deve essere compresa tra i 60 e i 100 mmHg (minima o diastolica) e i 110 e 180 mmHg (massima o sistolica). Il battito cardiaco deve essere regolare e compreso tra i 50 e i 100 battiti al minuto.

Fondamentale è, ovviamente, un buon stato di salute che comporta non aver assunto farmaci nei cinque giorni precedenti, non essere stato esposto al rischio di malattie trasmissibili e non aver subito interventi chirurgici nei quattro mesi precedenti il divieto. Tra i comportamenti “a rischio” sono compresi i nuovi piercing e tatuaggi così come il potenziale infettivo delle malattie esantematiche dell’infanzia che comportano una temporanea inidoneità.

Gli uomini possono donare il sangue (intero) al massimo 4 volte l’anno, le donne in età fertile solo due.
La legislazione italiana prevede poi degli intervalli diversi se si donano soltanto plasma o piastrine.

A chi si dona

Il sangue e i suoi componenti trovano un ampio impiego terapeutico, sia per la cura di numerose patologie sia come rimedio indispensabile in alcuni casi di emergenza.
I globuli rossi in esso contenuti sono salvavita in caso di gravi anemie dovute, ad esempio, a leucemie, emorragie acute, tumori solidi e interventi chirugici.
Anche le piastrine sono fondamentali in caso di tumori solidi e leucemie perche permettono di arrestare la fuoriuscita di sangue.
Plasma e derivati, poi, sono utilizzati in casi rari ma di estrema gravità. Queste componenti trovano invece ampio impiego nella farmaceutica perché sono essenziali nei farmaci salvavita a contrasto di emofilia, malattie del fegato, defici immunologici, profilassi delle infezioni come il tetano.

Come

La donazione può essere effettuata al mattino tra le 8 e le 11.
Ci si deve presentare al centro muniti di tesserino sanitario e documento di riconoscimento (gli stanieri con passaporto con visto di ingresso oppure il permesso di soggiorno).

La sera prima la cena deve essere regolare, senza eccessi. Al mattino è concesso un caffè o un tè caldo ma non latte o cibi solidi nelle 8 ore precedenti.

Prima del prelievo, si è sottoposti a una accurata visita medica e a specifici esami diagnostici, oltre che a una “intervista” necessaria per far emergere potenziali rischi di infezione che, per il ricevente, potrebbero essere particolarmente dannosi.

Il prelievo dura una decina di minuti e consiste nella raccolta di circa 450 centimetri cubici di sangue intero. Diversa la plasmaferesi e la piastrinoaferesi che in genere si eseguono su appuntamento per via della necessità di apparecchiature specifiche presenti in strutture trasfusionali abilitate.

I donatori con rapporto di lavoro dipendente hanno diritto ad astenersi dal lavoro per l’intera giornata lavorativa, mantenendo la normale retribuzione.

Per saperne di più, è possibile informarsi presso le associazioni dei donatori volontari di sangue come l’Avis, la Croce Rossa, la Fidas o Fratres. Numerose le associazioni locali a cui poter chiedere ulteriori informazioni.

Pensi possa interessare qualcun'altro? Post it!
Share