La disciplina in materia di Durc online è stata rivista dal decreto ministeriale 23 febbraio 2016, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale lo scorso 19 ottobre 2016. A stretto giro, il ministero del Lavoro ha diramato la circolare del 2 novembre 2016 n. 33 con cui si prendono in esame le modifiche apportate al decreto 30 gennaio 2015 e si forniscono alcune indicazioni operative.lavoro, computer, online

Gli ambiti di modifica
Due gli articoli modificati dal decreto del 2016.

L’articolo 2, rubricato “Verifica di regolarità contributiva”, si rinnova attraverso un inserimento al comma 1 dedicato a chiarire l’intervento di verifica delle Casse edili quando la classificazione delle aziende ai fini previdenziali e l’applicazione del Contratto Collettivo di Lavoro del settore edile. Le Casse edili devono infatti effettuare le verifiche anche nei confronti delle imprese che applicano il CCNL del settore edile sottoscritto dalle organizzazioni.

L’ampliamento dei confini di verifica va nella prospettiva di evitare che il riscontro sulla regolarità contributiva sia mancante in relazione ai versamenti dovuti alla Cassa edile da parte di quelle imprese che applicano il contratto, anche se classificate in un settore diverso dall’edilizia.

L’articolo 5 detta regole specifiche per le imprese sottoposte a procedura concorsuale. Il decreto 23 febbraio sostituisce i commi 2 e 3 ed estende la condizione di regolarità in merito agli obblighi contributivi scaduti prima dell’autorizzazione all’esercizio provvisorio (fallimento) e della dichiarazione di apertura della procedura (amministrazione straordinaria) alle imprese ammesse alla procedura di liquidazione coatta amministrativa e alle imprese ammesse alla procedura di amministrazione straordinaria prevista per il risanamento delle grandi imprese.

Non esiste più, per essere in regola, l’insinuazione al passivo da parte degli enti previdenziali.
In caso contrario, chiarisce la circolare 2 novembre 2016 n. 33 del ministero del Lavoro e delle Politiche sociali, «l’autorizzazione all’esercizio provvisorio dell’impresa sarebbe verosimilmente vanificata» dal fatto stesso di non poter ottenere il Durc per una irregolarità insita nella condizione di insolvenza.

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