Il dipartimento delle Finanze del Mef, rispondendo a un quesito di Confagricoltura e Cia, esenta dal pagamento dell’imposta sui terreni agricoli i familiari coadiuvanti del coltivatore diretto ai sensi dell’articolo 1, comma 13, della legge n. 208/2015.
Perché essi siano ammessi al beneficio, però, devono ricorrere contemporaneamente alcuni requisiti specifici.

ImuLa nota Mef 23 maggio 2016 con protocollo 20535 del ministero dell’Economia e delle Finanze nei fatti conferma il principio già espresso dallo stesso Ministero nella circolare 18 maggio 2012 n. 2 secondo cui i terreni posseduti da persone fisiche in possesso della qualifica di coltivatore diretto o Iap, ancorché il terreno sia coltivato da una società di persone alla quale lo abbiano affittato o concesso in comodato, di cui essi siano soci, sono esenti da Imu.

Per beneficiare dell’esenzione devono ricorrere due requisiti contemporaneamente:

  1. la qualifica di coltivatore diretto (CD) e di imprenditore agricolo professionale (IAP) di cui all’articolo 1 del Dlgs 99/2004 e l’iscrizione alla previdenza agricola (requisito di carattere soggettivo);
  2. il possesso e la conduzione del terreno agricolo (requisito di carattere oggettivo).

Il familiare coadiuvante per definizione integra i requisiti in capo al coltivatore diretto perché si dà per scontato che esso coltivi il terreno pur non essendo titolare della partita Iva né cointestatario della conduzione.

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