La patente di guida è un documento di riconoscimento equipollente alla carta di identità: per questo è necessario mettere in atto ogni tipo di strumento di controllo per accertarsi che la fotografia apposta sul documento rappresenti effettivamente il volto del titolare.

La circolare del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti prot 23176/8.3 mette “in fila” tutte le caratteristiche a cui le fotografie da apporre sulla patente di guida devono corrispondere.

Il primo richiamo, che accomuna carta d’identità e patente, è all’articolo 289 del Regio decreto 6 maggio 1940 n. 635: la fotografia deve ritrarre il titolare della carta «senza cappello».
Una regola che viene attenuata nel caso in cui il capo sia coperto per motivi religiosi purché i tratti del viso siano ben visibili in quanto il velo o il turbante diventano costitutivi dell’immagine personale.

Formato della foto
L’immagine per la patente deve essere “frontale” e recente, scattata al massimo nei sei mesi precedenti.

La dimensione prevista è oscilla tra i 40 e i 45 millimetri in altezza e tra i 32 e i 35 millimetri di larghezza, in modo da entrare nel riquadro del cartellino per l’acquisizione automatica da parte del software.

Nessuna scritta, nessun danneggiamento e stampata su carta di alta qualità e risoluzione, meglio se con finitura opaca.

Dentro la foto
Sfondo uniforme (grigio chiaro, crema o celeste oppure bianco) e solo il soggetto al suo interno: l’immagine per la patente non ammette altri oggetti e soggetti.

In bella vista la testa e la sommità delle spalle, con un viso fronte macchina, centrato e sguardo rivolto all’obiettivo. L’espressione deve essere neutra, con bocca chiusa ed occhi ben aperti.

Durante lo scatto è bene fare attenzione a ombre sul viso o sulle sfondo, nonché alla messa fuoco per evitare problemi in fase di elaborazione con il software automatico.

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