Capita sempre più spesso, anzi ormai è (purtroppo) un classico: la guida con lo smartphone è all’ordine del giorno, e restare concentrati e attenti a quel che succede per strada mentre si controlla un messaggio su Whatsapp o si chiama qualcuno senza utilizzare l’auricolare è praticamente impossibile.

In attesa delle modifiche al Codice della Strada che puniranno molto più severamente chi viene ‘beccato’ alla guida con lo smartphone, è il caso di ricapitolare ciò che prevede attualmente il Codice della Strada in materia.

Il comma 2 dell’art.173 C.d.S. specifica che è vietato, al conducente, di «far uso durante la guida di apparecchi radio-telefonici ovvero di usare cuffie sonore, fatta eccezione per i conducenti dei veicoli delle forze armate e dei Corpi di cui all’articolo 138, comma 11, e di polizia».

L’unica concessione permessa è quella che riguarda «apparecchi a viva voce o dotati di auricolare purché il conducente abbia adeguate capacità uditive ad entrambe le orecchie che non richiedono per il loro funzionamento l’uso delle mani».

In caso di inadempienza, è prevista la sanzione amministrativa pecuniaria da 161 a 647 euro, mentre nel caso di ulteriore violazione, da parte dello stesso soggetto, nel corso di un biennio, scatta la sanzione amministrativa accessoria della sospensione della patente di guida.

Quindi, riassumendo, per chi guida con lo smartphone, la prima inadempienza è punita con una semplice multa, la seconda (compiuta entro due anni) con la sospensione della patente e decurtazione di 5 punti.

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