La moda degli home restaurant al confronto con la normativa ha avuto una prima battuta d’arresto con il parere del ministero dello Sviluppo economico del 10 aprile 2015.
Confermata la ricostruzione interpretativa del Mise anche dal Viminale nella Risoluzione 5478341, con cui si conferma per l’attività di home restaurant un’assimilazione a quella di un esercizio pubblico di somministrazione di alimenti e bevande.

ristorante, home restaurantIl pagamento di un corrispettivo a fine cena fa sì che l’attività vada configurata come economica e non libera. Questa catalogazione, e le specifiche dell’attività, gli home restaurant tra gli esercizi che devono rispettare la relativa disciplina commerciale, fiscale, igienico-sanitaria e di pubblica sicurezza.

Per aprire il proprio home restaurant, quindi, è necessario essere in possesso dei requisiti di onorabilità e professionali contenuti nell’articolo 71 del Dlgs n. 59/2010 e presentare al Comune di riferimento una Scia o un’autorizzazione nel caso in cui l’attività sia svolta in zona tutelata.

Le ricadute per l’ordine e la sicurezza pubblica
Il ministero dell’Interno ricorda che invitare a casa alcune persone, cucinare per loro e farsi pagare, svolgendo attività d’impresa presso la propria abitazione, non è limitata dall’assoggettamento alle normative dedicate agli esercizi di somministrazione purché siano applicati alcuni accorgimenti per permettere i controlli di polizia amministrativa.

L’interessato deve rilasciare una dichiarazione specifica di disponibilità a consentire l’accesso agli ufficiali e agenti di pubblica sicurezza, oltre a indicare chiaramente sul citofono sull’ingresso dalla strada la presenza dell’esercizio. Al citofono deve rispondere un interessato o un suo incaricato, specie negli orari di apertura standard degli esercizi di amministrazione.

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