Il rinnovo della convenzione permette di garantire ancora la gratuità del servizio. Per ora. Dall’Inps, infatti, arriva la notizia di una valutazione in corso rispetto alla possibilità di internalizzare il servizio, assumendo circa 1400 persone che dovrebbero assistere i cittadini nella compilazione della DSU.

La pietra della discordia
A far traballare l’accordo tra l’Istituto di previdenza e i Caf è il costo della pratica.
Le modifiche introdotte nel modello Isee con il decreto del ministero del Lavoro e delle Politiche sociali 7 novembre 2014 hanno aumentato il tempo e la lavorazione di ciascuna pratica, intervenendo sui dettagli della tariffa riconosciuta dall’Inps ai Caf per singola dichiarazione.
La consulta dei Caf aveva affermato di non poter in alcun modo accettare, come in passato, una tariffa media unitaria minore di 16.32 euro.

Nel 2016, i costi complessivi del servizio sono stati pari a 87 milioni di euro per 5,3 milioni di dichiarazioni fatturate dai CAF.

La decisione
L’Inps ha deciso di rinnovare la convenzione con i Caf alle condizioni da loro richieste per scongiurare che i cittadini si trovassero nell’impossibilità di avanzare richiesta direttamente ai Centri di Assistenza Fiscale, come di prassi.

Nello stesso tempo sono allo studio soluzioni alternative di carattere strutturale, anche alternative a quelle attuali.
I conteggi avviati dall’Istituto ritengono che sarebbe possibile soddisfare la domanda prevista per il 2017 di 6 milioni di DSU con un costo di 70 milioni di euro qualora si internalizzasse il servizio e si procedesse all’assunzione di 1400 funzionari.

Ulteriori riduzioni di costo si potrebbero realizzare attraverso la precompilazione dell’Isee.

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