Agevolazioni su Imu e Tasi per gli immobili concessi in comodato gratuito a figli o genitori. Quanto si può risparmiare e come ottenere lo sconto sulle imposte.

Immobili

Base imponibile dimezzata sul conteggio di Imu e Tasi per chi concede in comodato d’uso gratuito il proprio immobile a un parente in prima linea (un figlio o un genitore) e registra il contratto. A prevederlo è la legge di stabilità per il 2016 che ha introdotto una serie di nuove disposizioni in materia di tributi sulla casa.

Eliminata la Tasi sull’abitazione principale, l’altro “grande capitolo” riguarda il pagamento di Imu e Tasi per i cosiddetti comodanti, coloro cioè che concedono l’uso della propria casa a figli o genitori. A patto che siano rispettate alcune condizioni imprescindibili. Vediamo quali.

  • Contratto registrato.
    Sia che sia formulato in forma scritta, sia che l’accordo tra le parti sia verbale, la legge prevede la registrazione del contratto nei 20 giorni dalla stipula e il pagamento della relativa imposta di registro pari a 200 euro (a cui vanno aggiunte le marche da bollo se il contratto è scritto). L’Agenzia delle Entrate chiarisce come procedere per la registrazione e mette a disposizione online il modello 69 per la richiesta.
  • Parentela.
    Tra comodante e comodatario deve esistere una parentela in linea retta di primo grado. L’agevolazione è quindi riservata alla diade genitori-figli.
  • Il numero degli immobili.
    l’agevolazione è previsto a patto che il comodante sia in possesso un solo immobile (in Italia); oppure, oltre a quello che viene concesso in comodato, possieda un altro immobile ad uso abitativo, adibito a propria abitazione principale, ad eccezione delle unità abitative classificate nelle categorie catastali A/1, A/8 e A/9. Il possesso di (altro) immobile definito come rurale ad uso strumentale sebbene abitativo non preclude l’accesso all’agevolazione.
  • Residenza nello stesso comune.
    Il comodante deve risiedere anagraficamente – o almeno dimorare abitualmente – nello stesso comune in cui è situato l’immobile concesso in comodato. Questo implica che un genitore che dia in comodato la propria casa in una città universitaria al figlio e si trasferisca, per esempio, nel paese di provenienza della famiglia non può avvalersi dello “sconto”.
  • Abitazione principale.
    Il comodatario deve utilizzare l’immobile concesso in comodato come propria abitazione principale.

 

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