Il decreto comunemente chiamato “Milleproroghe” ha spostato al 31 dicembre 2018 il termine delle concessioni agli ambulanti attualmente in essere. La motivazione riportata nell’articolo 6, comma 8, del Dl n. 244/2016 è la garanzia dell’omogeneità nelle procedure di assegnazione dei posteggi.

Nessuna applicazione della direttiva Bolkestein per il commercio su area pubblica e per gli stabilimenti balneari, quindi, fino al dicembre 2018 sulla base della normativa in vigore dal 30 dicembre 2016.

commercio, mercato, concessioniLe norme di riferimento
Il commercio su aree pubbliche è definito dall’articolo 27 del Dlgs n. 114/1998 come l’attività di vendita di merci al dettaglio e la somministrazione di alimenti e bevande effettuate su aree pubbliche, comprese quelle del demanio marittimo, o sulle aree private delle quali il comune abbia la disponibilità, siano esse attrezzate o meno, coperte o scoperte.
L’esercizio è soggetto ad autorizzazione rilasciate a persone fisiche o a società di persone.

Il Dlgs n. 59/2010 ha inserito nella normativa italiana le regole della direttiva 2006/123/CE relativa ai servizi del mercato interno. In particolare, l’articolo 70 modifica il decreto legge del 1998 prevedendo l’esercizio dell’attività di commercio al dettaglio su aree pubbliche attraverso imprese individuali, società di persone, società di capitali regolarmente costituite o società cooperative (Articolo 28 Dlgs n. 114/1998) e l’autorizzazione all’esercizio della vendita da parte del comune nel quale il richiedente intende avviare l’attività.
Dal 5 agosto 2009, ai sensi dell’articolo 11-bis, comma 1, lettera a) della legge n. 102/2009, la richiesta di autorizzazione deve essere corredata dal Durc. Il documento va ripresentato annualmente, entro il 31 gennaio: in caso di mancata presentazione, l’autorizzazione viene revocata.

La direttiva Bolkestein del 2006 ha formulato una serie di principi per armonizzare le normative nazionali e regionali in materia di servizi, con l’ottica di promuovere la competitività. Tra questi la previsione che, se per una determinata attività le autorizzazioni concedibili siano limitate per una scarsità di risorse naturali o per le capacità tecniche utilizzabili, l’autorizzazione deve essere rilasciata per una durata limitata e non si può prevedere il rinnovo automatico; in questi casi, l’assegnazione dell’autorizzazione deve seguire una procedura di selezione che garantisca imparzialità e trasparenza.

A seguito del recepimento della normativa europea, la Conferenza Unificata ha approvato l’intesa 5 luglio 2012 (sulla Gazzetta Ufficiale del 4 aprile 2013 n. 79) con cui si stabilisce che la durata delle concessioni di posteggio per il commercio su aree pubbliche non può essere inferiore a nove anni e superiore a 12 e che la durata deve essere definita dai Comuni in occasione dell’avvio della procedura selettiva. Ai fini dell’assegnazione dei posteggi, esistono dei criteri di priorità da applicarsi nel caso di domande concorrenti plurime.

Il termine per adeguarsi era il 31 dicembre 2017. Prima che intervenisse il Milleproroghe a spostare la linea di traguardo di ulteriori due anni.

 

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