Cosa è cambiato con l’approvazione della legge 24 aprile 2017 n. 50 in materia di prestazioni di lavoro occasionali?
A fare il quadro dell’operatività del nuovo sistema è la circolare Inps del 5 luglio 2017 n. 107 che analizza l’articolo 54 bis del decreto convertito nella legge n. 96/2017 alla vigilia dell’apertura della piattaforma web che consente di attivare i contratti, posta sotto la voce “Prestazioni occasionali” nell’area riservata del sito Inps.

Le principali innovazioni introdotte dalla manovra d’estate sono tre:

  1. niente più tagliando cartaceo;
  2. strade disgiunte per due tipologie distinte di committenti: imprese e famiglie
  3. violazioni punite attraverso sanzioni salate.

canoneCome muoversi
Il servizio, come dicevamo, è stato organizzato su due percorsi disgiunti e paralleli a seconda del committente e, di conseguenza, sono stati immaginati due strumenti attivabili al posto del precedente voucher:

  1. Libretto Famiglia, per le persone fisiche non nell’esercizio di attività imprenditoriale o professionale (leggi le caratteristiche sul sito INPS);
  2. il contratto di prestazione occasionale per gli altri soggetti con non più di cinque dipendenti a tempo indeterminato, e le pubbliche amministrazioni (qui le caratteristiche).

Alla piattaforma digitale, che gestirà completamente le procedure inerenti a queste tipologie di prestazioni lavorative, dovranno registrarsi anche i lavoratori occasionali; l’Inps accrediterà i compensi e inoltrerà i contributi all’Inail, trattenendo i costi di gestione. In questo modo si dovrebbero evitare le distorsioni che hanno portato al ritiro dei voucher.

I limiti d’utilizzo
Convogliare tutto il traffico sulla piattaforma dovrebbe permettere, infatti, il rispetto dei limiti previsti dalla norma.

Al netto di particolari eccezioni, esistono dei limiti economici riferiti all’anno civile di servizio, tutti individuati come netto percepito da coloro che prestano la propria opera:

  • ciascun prestatore non potrà accumulare compensi che superino i 5mila euro (comma 1, lettera a) dell’articolo 54 bis);
  • ciascun utilizzatore, nel complesso, non potrà erogare oltre 5mila euro tramite questi strumenti (comma 1, lettera b) dell’articolo 54 bis);
  • i compensi percepiti da un prestatore dallo stesso utilizzatore non devono superare la soglia dei 2.500 euro (comma 1, lettera c) articolo 54 bis).

Fanno eccezione, per i limiti individuati dalla lettera b), comma 1, dell’articolo 54 bis – quello relativo ai tetti massimi di compensi erogati da parte di ciascun utilizzatore – quattro categorie di prestatori:

  1. titolari di pensione di vecchiaia o di invalidità;
  2. giovani con meno di venticinque anni di età, se regolarmente iscritti a un ciclo di studi presso un istituto scolastico di qualsiasi ordine e grado ovvero a un ciclo di studi presso l’università;
  3. persone disoccupate, ai sensi dell’articolo 19 del decreto legislativo 14 settembre 2015, n. 150;
  4. percettori di prestazioni integrative del salario, di reddito di inclusione (REI o SIA, che costituisce la prestazione di sostegno all’inclusione attualmente vigente e destinata ad essere sostituita dal REI), ovvero di altre prestazioni di sostegno del reddito.

Per loro la misura del compenso è calcolata sulla base del 75% del suo effettivo importo.

Nel caso di prestatori che ricevono prestazioni integrative del salario, reddito di inclusione e altre prestazioni di sostegno al reddito, provvederà l’Inps stessa a sottrarre gli accrediti contributivi derivanti dalle prestazioni occasionali dalla contribuzione figurativa. Se si è in disoccupazione, però, i compensi percepiti come prestazioni di lavoro occasionali non incidono sullo stato e sono includibili nel reddito necessario per il rilascio o il rinnovo del permesso di soggiorno.

Gli importi accreditati sono esenti dalla tassazione Irpef.

Altro limite previsto è quello di durata: al massimo 280 ore in un anno.

Le segnalazioni
Anche le comunicazioni viaggiano sempre e solo sulla piattaforma.
Per il libretto famiglia la segnalazione va fatta non oltre il terzo giorno del mese successivo allo svolgimento della prestazione.
Per il contratto di lavoro occasionale, il termine è almeno un’ora prima dell’inizio della prestazione, con l’unica eccezione per il settore dell’agricoltura: la dichiarazione può essere revocata entro le 24 del terzo giorno successivo a quello programmato.
Al prestatore viene inviata una notifica tramite posta elettronica o sms.

L’Inps paga il 15 del mese successivo alla prestazione, con accredito delle somme su conto corrente bancario/postale, libretto postale, carta di credito o tramite bonifico domiciliare da incassare alla Posta.

Le sanzioni
Se si superano i 2.500 euro o le 280 ore nell’arco dello stesso anno, il rapporto di lavoro si trasforma in rapporto di lavoro subordinato a tempo pieno e indeterminato.

Se invece non si procede a comunicare all’Inps le prestazioni che si prevede di effettuare, la multa sarà compresa tra i 500 e i 2500 euro per ogni prestazione lavorativa giornaliera di cui sarà accertata la violazione.

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