Nel caso in cui la nascita del bambino si sia verificata con molto anticipo rispetto alla data presunta, è previsto un ulteriore periodo di congedo “sovvenzionato”. Le indicazioni dell’Inps sono state organizzate nella circolare del 28 aprile 2016 n. 69.

indennità maternitàA chi si rivolge

La circolare dell’Inps spiega la riforma dell’articolo 16, comma 1, lettera d) del Testo Unico maternità/paternità, di cui al decreto legislativo n. 151/2001: essa riguarda le lavoratrici dipendenti e quelle iscritte alla Gestione separata  in caso di parti fortemente prematuri. Con questa definizione si raggruppano tutte quelle nascite che si verificano prima dei due mesi antecedenti alla data presunta del parto (e quindi prima del congedo ordinario).

Nella stessa circolare si specifica che l’indennità di maternità viene conservata oltre la data di licenziamento nel caso in cui la lavoratrice sia stata licenziata per colpa grave:

La riforma non cambia quanto previsto nei casi di parto prematuro nei due mesi antecedenti la Dpp che, pertanto, prevede tre mesi di astensione obbligatoria dal lavoro a cui si aggiungono i giorni di congedo non goduti.

Nel caso in cui il parto di verifichi prima di aver raggiunto i sette mesi di gestazione, invece, la legge prevede che il congedo si calcoli aggiungendo ai 3 mesi di congedo post parto obbligatori tutti i giorni compresi tra la data effettiva del parto e la data presunta, con un periodo che complessivamente è maggiore ai cinque mesi “standard”.
Gli ulteriori periodi riconosciuti alle lavoratrici madri nei casi di parto fortemente prematuro influiscono anche sulla durata del congedo di paternità.

Le istruzioni per la domanda

La domanda di maternità, anche nei casi di parto fortemente prematuro, va sempre corredata con il certificato medico attestante la data presunta del parto.

La domanda nel caso di parti fortemente prematuri va presentata soltanto in forma telematica attraverso i servizi accessibili direttamente dal cittadino tramite PIN dispositivo attraverso:

  • il portale dell’Istituto (www.inps.it – Servizi on line);
  • Contact Center integrato – n. 803164 gratuito da rete fissa o n. 06164164 da rete mobile a pagamento secondo la tariffa del proprio gestore telefonico;
  • Patronati, attraverso i servizi telematici offerti dagli stessi.

Il certificato medico di gravidanza e ogni altra certificazione medico sanitaria richiesta per l’erogazione delle prestazioni economiche di maternità/paternità deve essere presentata in originale alla Struttura Inps competente, allo sportello oppure con raccomandata postale in busta chiusa.

Sulla busta contenente la certificazione medico sanitaria è utile specificare:

  • il numero di protocollo rilasciato dalla procedura di invio online;
  • la dicitura “documentazione domanda di maternità/paternità – certificazione medico sanitaria” (ai fini della legge sulla privacy).

 

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