Il cosiddetto “baratto amministrativo” non può essere applicato ai tributi comunali i cui termini di pagamento siano già scaduti: l’agevolazione che permette di far fronte alle tasse attraverso prestazioni di lavoro in favore della comunità deve seguire le indicazioni contenute nell’apposito regolamento comunale.

Il baratto amministrativo non può essere applicato retroattivamente. In altre parole, non è possibile “cancellare” il conto delle tasse che il cittadino avrebbe dovuto versare “in passato” in cambio di lavori a favore della comunità.

La Corte dei Conti dell’Emilia Romagna chiarisce i termini dell’applicazione dell’istituto e ammonisce le amministrazioni comunali a seguire regole precise per il suo utilizzo. A partire dalla necessità di approvare un regolamento comunale entro i termini di approvazione del bilancio e di inserire al suo interno criteri e condizioni in base ai quali i cittadini, singoli o associati, possono presentare progetti relativi di riqualificazione del territorio e ottenere una riduzione sui tributi da versare.
In caso contrario, infatti, l’amministrazione rischia di dover rispondere di danno erariale: i soldi che non sono stati versati nel passato sono infatti contabilizzati nel bilancio comunale come debiti nei residui attivi dell’ente.

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