Bed & Breakfast, affittacamere e case vacanza sono soggette all’obbligo di indicare le generalità dei propri ospiti alla Questura, attraverso il sito della polizia dello stato. A tutela propria e dei propri vicini.

casa vacanza, affittoL’obbligo di registrare gli ospiti e comunicarne le generalità deriva dall’articolo 109 del Testo Unico delle Leggi di Pubblica Sicurezza (TULPS), con pochissime esenzioni ed eccezioni, come per esempio i rifugi alpini.

In occasione di una domanda diretta, è stato chiarito – con la circolare ministero dell’Interno 26 giugno 2015 n. 4023 – che anche chi dà in locazione la propria abitazione per periodi inferiori ai 30 giorni è tenuto a inviare la comunicazione in Questura, registrandosi sul portale Alloggiati predisposto dalla Polizia di Stato.

Questo perché, ha spiegato il Viminale, le finalità della norma sono quelle legate alla sicurezza pubblica, in particolar modo per localizzare eventuali persone ricercate, con ordini di arresto o di cattura pendenti. Sarebbe quindi un controsenso escludere alcune tipologie di esercizi solo per la minore entità dei servizi resi e in ragione del carattere non imprenditoriale dell’attività.

L’affitto di appartamenti arredati ad uso turistico o altro è in ogni caso ascrivibile al genere di attività che ha nel pubblico la propria utenza e si attua in modo non episodico né occasionale, con fini di lucro.
La lettura formale della norma di riferimento, con l’applicazione ristretta, renderebbe il principio di tutela facilmente aggirabile, anche per il gran numero di nuove e diverse modalità di ricettività.

La trasmissione dei dati deve essere compiuta esclusivamente in via telematica a partire dall’entrata in vigore del decreto “Salva Italia” che, all’articolo 40, comma 1, elimina la prassi dei vecchi cartellini cartacei, che prima dovevano essere archiviati dal gestore per eventuali controlli.

Le sanzioni
La comunicazione delle generalità degli ospiti deve essere comunicata entro le 24 ore successive al loro arrivo. Se questo non accade, si procede alla comunicazione, l’articolo 17 del Tulps prevede una sanzione prevede l’arresto fino a tre mesi o l’ammenda fino a 206 euro.

Qualora si accerti nuovamente la mancanza della comunicazione prevista dall’articolo 109 Tulps, verrà preso in considerazione anche l’articolo 81 del Codice penale che arriva a triplicare le pene previste.

Le norme di riferimento

Dm Interno 7 gennaio 2013
(Disposizioni concernenti la comunicazione alle autorità di pubblica sicurezza dell’arrivo di persone alloggiate in strutture ricettive)

Articolo 17 Tulps
(Regio decreto 18 giugno 1931 n. 773, aggiornato al Dlgs 29 settembre 2013 n. 121)

Salvo quanto previsto dall’art. 17-bis, le violazioni alle disposizioni di questo testo unico, per le quali non è stabilita una pena od una sanzione amministrativa ovvero non provvede il codice penale, sono punite con l’arresto fino a tre mesi o con l’ammenda fino a € 206,00.
Con le stesse pene sono punite, salvo quanto previsto dall’art. 17-bis, le contravvenzioni alle ordinanze emesse, in conformità alle leggi, dai prefetti, questori, ufficiali distaccati di pubblica sicurezza o sindaci.

Articolo 109 Tulps
(Regio decreto 18 giugno 1931 n. 773, aggiornato al Dlgs 29 settembre 2013 n. 121)

1. I gestori di esercizi alberghieri e di altre strutture ricettive, comprese quelle che forniscono alloggio in tende, roulotte, nonché i proprietari o gestori di case e di appartamenti per vacanze e gli affittacamere, ivi compresi i gestori di strutture di accoglienza non convenzionali, ad eccezione dei rifugi alpini inclusi in apposito elenco istituito dalla regione o dalla provincia autonoma, possono dare alloggio esclusivamente a persone munite della carta d’identità o di altro documento idoneo ad attestarne l’identità secondo le norme vigenti.
2. Per gli stranieri extracomunitari e’ sufficiente l’esibizione del passaporto o di altro documento che sia considerato ad esso equivalente in forza di accordi internazionali, purché munito della fotografia del titolare.
3. I soggetti di cui al comma 1, anche tramite i propri collaboratori, sono tenuti a consegnare ai clienti una scheda di dichiarazione delle generalità conforme al modello approvato dal Ministero dell’interno. Tale scheda, anche se compilata a cura del gestore, deve essere sottoscritta dal cliente. Per i nuclei familiari e per i gruppi guidati la sottoscrizione può essere effettuata da uno dei coniugi anche per gli altri familiari, e dal capogruppo anche per i componenti del gruppo. I soggetti di cui al comma 1 sono altresì tenuti a comunicare all’autorità’ locale di pubblica sicurezza le generalità delle persone alloggiate, mediante consegna di copia della scheda, entro le ventiquattro ore successive al loro arrivo. In alternativa, il gestore può scegliere di effettuare tale comunicazione inviando, entro lo stesso termine, alle questure territorialmente competenti i dati nominativi delle predette schede con mezzi informatici o telematici o mediante fax secondo le modalità stabilite con decreto del Ministro dell’interno

Art. 81 Codice Penale
(Codice Penale → LIBRO PRIMO – Dei reati in generale → Titolo III – Del reato (artt. 39-84) → Capo III – Del concorso di reati)

È punito con la pena che dovrebbe infliggersi per la violazione più grave sino al triplo chi con una sola azione od omissione viola diverse disposizioni di legge ovvero commette più violazioni della medesima disposizione di legge.
Alla stessa pena soggiace chi con più azioni od omissioni, esecutive di un medesimo disegno criminoso, commette anche in tempi diversi più violazioni della stessa o di diverse disposizioni di legge.
Nei casi preveduti da quest’articolo, la pena non può essere superiore a quella che sarebbe applicabile a norma degli articoli precedenti.
Fermi restando i limiti indicati al terzo comma, se i reati in concorso formale o in continuazione con quello più grave sono commessi da soggetti ai quali sia stata applicata la recidiva prevista dall’articolo 99, quarto comma, l’aumento della quantità di pena non può essere comunque inferiore ad un terzo della pena stabilita per il reato più grave.

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