Le macchine agricole devono essere immatricolare solo se hanno necessità di circolare su strada. Nel caso in cui vengano utilizzate solo sui terreni o sulle aree nelle quali si eseguono lavorazioni agromeccaniche, possono non essere mai immatricolate. Allo stesso modo, è anche possibile cancellarne l’immatricolazione in alcuni casi specifici, definiti dal ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti. Vediamo il dettaglio della procedura che, dal 12 settembre 2016, bisognerà seguire.

macchine agricole, trattore, lavoro, terreni

Per regola generale, trattori e “affini” non sono soggette a immatricolazione se non quando è per loro necessario circolare su strada.

Il ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti ha delineato i casi in cui è possibile procedere alla cessazione dalla circolazione su strada di macchine agricole per le quali si era resa necessaria l’immatricolazione.

Nella circolare del 27 maggio 2016 prot. 12484 richiama l’articolo 10 del Codice della Strada nel quale si disciplina proprio l’immatricolazione di alcune categorie di macchine agricole e i soggetti che ne possono essere intestatari:

  • aziende agricole e forestali;
  • imprese che effettuano lavorazioni agromeccaniche o locazione di macchine agricole;
  • enti e consorzi pubblici.

Quando si può

Una macchina agricola già immatricolata può cessare la propria circolazione su strada. Il Mit prevede dei casi specifici.

In primo luogo, quello in cui l’intestatario voglia utilizzarla per circolare solo in aree agricole o forestali. Attenzione però, questo non può avvenire se l’intestatario è un’impresa che affitta le macchine senza conducente.

Altra casistica riguarda il trasferimento di proprietà tra vivi o a causa di morte dell’intestatario a qualcuno che non possa chiedere l’intestazione a proprio nome o che, in ogni caso, non ha necessità che la macchina circoli su strada.

I nodi critici

Su queste disposizioni generali, interviene poi la legislazione di settore. Per procedere, infatti, devono sussistere anche queste condizioni:

  • le macchine non devono essere trattrici agricole, che sono iscritte al Pra.
  • non esistano vincoli legati all’uso di incentivi pubblici in fase d’acquisto.

Come procedere

L’intestatario – o l’erede – che voglia cessare la circolazione su strada della macchina agricola deve presentare l’istanza in Motorizzazione, presso l’ufficio competente per territorio o attraverso uno studio di consulenza automobilistica.

Prima di andare, è necessario:

  • versare 10,90 euro sul conto corrente postale n. 9001 (tariffa di motorizzazione)
  • versare 32,00 sul conto corrente postale n. 4028 (imposte di bollo)
  • preparare targa e carta di circolazione
  • firmare la dichiarazione sostitutiva dell’atto di notorietà (lo schema si trova allegato alla circolare del Mit)

In ufficio si presenterà l’istanza e si allegherà tutta la documentazione necessaria, attestazioni di pagamento incluse. Una volta aggiornato l’archivio, la Motorizzazione rilascia un certificato di avvenuta cessazione dalla circolazione su strada della macchina agricola.

Pensi possa interessare qualcun'altro? Post it!
Share