I revisori legali hanno ora l’obbligo di dotarsi di un indirizzo di posta elettronica certificata presso un fornitore abilitato. L’indirizzo andrà comunicato al Registro dei revisori entro la fine di novembre per evitare una multa fino a 2.500 euro.

email, pec, posta elettronica certificataLe nuove disposizioni normative
L’estensione dell’obbligo di avere a disposizione un proprio indirizzo risale al Dlgs 17 luglio 2016 n. 135, in vigore dal 5 agosto di quest’anno, con il quale si recepiscono in Italia la direttiva 2014/56/Ue sulla revisione legale.

L’aggiornamento normativo ha modificato l’articolo 7 del Dlgs n. 39/2010 e ha inserito l’indirizzo di posta elettronica certificata tra i dati minimi che costituiscono il contenuto informativo del Registro dei revisori legali.

Cosa cambia
Dalla norma discende l’obbligo, oltre che di possedere, di comunicare al ministero dell’Economia e delle Finanze o al soggetto incaricato del registro dei revisori legali, la propria casella pec, associata in modo univoco al singolo iscritto.

Per coloro che avessero già a disposizione un indirizzo di posta elettronica certificata, sarà sufficiente provvedere alla comunicazione.

L’indirizzo deve essere attivo e comunicato entro il 30 novembre 2016.

Come comunicare
L’unico modo per trasmettere il proprio indirizzo al Registro è quello telematico, utilizzando il consueto schema per l’aggiornamento del contenuto informativo attraverso l’area riservata disponibile all’indirizzo www.revisionelegale.mef.gov.it.

Le credenziali personali d’accesso vanno richieste sempre sul sito secondo l’iter spiegato nella sezione “Accreditamento”.

Il rischio sanzione
La circolare della Ragioneria Generale dello Stato che fornisce le prime indicazioni operative rispetto al nuovo obbligo (provvedimento 29 settembre 2016 n. 21), ricorda che «la mancata comunicazione di informazioni obbligatorie che costituiscono parte essenziale del Registro dei revisori legali […] espone l’iscritto all’applicazione delle sanzioni amministrative di cui all’articolo 24 del decreto legislativo n. 39 del 2010». Questo vale anche se non si comunica il cambio di indirizzo pec nei 30 giorni successivi alla modifica.

Si rischia di dover pagare una multa che va dai 50 ai 2.500 euro.

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