Tutti i lavoratori a tempo determinato e indeterminato possono assentarsi per il periodo corrispondente alla durata delle operazioni di voto e di scrutinio in occasioni di elezioni parlamentari, europee, amministrative e referendarie. Il diritto è determinato nell’articolo 119, comma 1 del Dpr n. 361/1957, Testo Unico delle Leggi Elettorali.

Elezioni, seggioI giorni di assenza dal lavoro sono considerati a tutti gli effetti giorni di attività lavorativa e quindi, ai sensi della legge n. 69/1992, i lavoratori hanno diritto al pagamento di specifiche quote retributive in aggiunta alla retribuzione ordinaria ovvero a riposi compensativi per i giorni festivi o non lavorativi eventualmente compresi nel periodo in cui erano di servizio al seggio.
Il datore di lavoro non può chiedere la prestazione lavorativa nelle giornate coincidenti con le operazioni elettorali, nemmeno se l’orario di lavoro fosse compatibile.

I conteggi di riposi e retribuzione
Le operazioni preliminari al seggio iniziano generalmente alle 16 del sabato: scrutatori, presidenti di seggio, segretari, rappresentanti dei partiti, di lista o di gruppo come i rappresentanti dei promotori di referendum hanno diritto a un giorno di riposo oppure a una giornata di retribuzione normale.
Lo stesso criterio di quota giornaliera si applica agli scrutini che si protraggano oltre le 24 del lunedì (Cassazione, sentenza 19 settembre 2001 n. 11830).
La domenica, giorno delle votazioni, fa maturare al lavoratore una giornata di riposo o una giornata di retribuzione.

La retribuzione segue differenti regole per i giorni lavorativi e quelli festivi:

  • giornate lavorative: nessuna trattenuta dovrà essere apportata in caso di stipendio fisso mensile mentre, in caso di retribuzione su base oraria, nelle giornate previste come lavorative gli dovrà essere riconosciuta la retribuzione per le ore di lavoro perse
  • giornate di riposo: sarà il lavoratore a scegliere se optare per il riposo compensativo o per una quota di retribuzione giornaliera in aggiunta allo stipendio (ma solo se le funzioni elettorali non sono svolte nella giornata di riposo infrasettimanale).

I riposi compensativi, per esempio nel caso di funzioni elettorali svolte il sabato nel caso di orario di lavoro distribuito dal lunedì al venerdì) devono essere goduti nel periodo immediatamente successivo alle votazioni per la Corte di Cassazione, che in materia si è espressa nella sentenza n. 452/1991.

Gli obblighi del dipendente
Il lavoratore deve informare preventivamente il proprio datore di lavoro, consegnando insieme alla richiesta di permesso per funzioni elettorali la copia del certificato di convocazione ricevuto dagli uffici elettorali del Comune.

Al termine delle attività, spetta al lavoratore consegnare la documentazione, in copia, che attesti le funzioni svolte: l’atto deve essere firmato dal presidente di seggio, vistato dal vicepresidente, e indicare le giornate di effettiva presenza e degli orari di apertura e chiusura del seggio.

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