Un miliardo a famiglie e imprese per ricostruire le zone del centro Italia colpite dal sisma nel 2016, parte della cifra complessiva di cinque miliardi di finanziamenti già approvati dai consigli di amministrazione della Banca Europea per gli Investimenti (Bei) e Cassa Depositi e Prestiti (CDP).

Il Mef informa di aver sottoscritto un contratto di finanziamento che consentirà di rendere subito disponibili i fondi per la ricostruzione privata.
Nel proprio comunicato stampa il Ministero spiega il flusso delle risorse destinate a coprire i costi per il recupero e la messa in sicurezza delle abitazioni danneggiate, delle imprese e delle strutture produttive (magazzini, capannoni, beni strumentali, scorte e simili).
Il Commissario straordinario del Governo per la ricostruzione, Vasco Errani, ha inoltre sottoscritto un contratto di servizio con la BEI per assicurare l’effettiva destinazione delle risorse finanziarie alla ricostruzione.

A breve sarà perfezionato il finanziamento di un ulteriore miliardo, già deliberato dalla Banca Europea degli Investimenti, da destinare direttamente al ministero dell’Economia e delle Finanze per la ricostruzione degli uffici pubblici (scuole, ospedali, tribunali, uffici amministrativi)

Come funziona
Il finanziamento da Bei a Cdp si basa sul meccanismo del credito d’imposta.

In base alla convezione con l’Associazione Bancaria Italiana (ABI) del novembre scorso, la BEI finanzia con un miliardo la provvista che la Cassa Depositi e Prestiti mette a disposizione delle banche operanti sul territorio colpito dal sisma.

Le famiglie e le imprese che abbiano la certificazione del danno subito e del relativo importo necessario a sanarlo possono presentare allo sportello bancario il documento che attesti la necessità di lavori e la relativa previsione di spesa.

Spetta quindi alla banca attivarsi per ricevere da Cdp la somma indicata e, in base agli stati di avanzamento lavori, erogare la somma direttamente a professionisti e ditte incaricate della progettazione e dell’esecuzione dei lavori.

Le banche, al momento della restituzione del prestito, ottengono un credito d’imposta dallo Stato per un importo pari a quello concesso, da riscuotere su base 25ennale.

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