Il Tar Lazio ha dichiarato radicalmente illegittimo il contributo per il rilascio del permesso di soggiorno dei cittadini extracomunitari. Il decreto del ministero dell’Economia e delle Finanze 6 ottobre 2011 per i giudici è totalmente incompatibile con le direttive europee in materia di immigrazione nella parte in cui prevede tre fasce di pagamento vincolate alla durata del permesso.giudice

Poco più di un mese fa, Il decreto del ministero dell’Economia e delle Finanze del 10 Marzo 2016, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale del 27 aprile 2016 n.97, aveva rivisto al rialzo l’importo del versamento per il rilascio del nuovo permesso di soggiorno elettronico “PSE 380”, lasciando però immutate le spese “base” definite sulla base della durata in mesi del documento richiesto (leggi il nostro Post it).

Arriva ora, però, la decisione dei giudici del Tar Lazio nella sentenza 26 maggio 2016 n. 6095 con cui si mette in mora il decreto del Mef 6 ottobre 2011 proprio nel prevedere il pagamento di 80, 100 e 200 euro per ottenere il permesso di soggiorno da parte dei cittadini extracomunitari.
La direttiva 2003/109 ammette la possibilità di prevedere dei contributi per il rilascio dei permessi ma affida agli Stati un potere “limitato”, in equilibrio tra il diritto di verificare che gli stranieri dispongano di risorse sufficienti e di un’assicurazione per le malattie tali da non «diventare un onere per lo Stato membro interessato» e la possibilità effettiva di accedere alla richiesta di rilascio del permesso per via di ostacoli «significativi» frapposti da quello stesso Stato.

Per i giudici, quindi, il contributo richiesto è «sproporzionato rispetto alla finalità perseguita dalla direttiva ed è atto a creare un ostacolo all’esercizio dei diritti conferiti da quest’ultima», tanto più che si somma alla “tassa” fissa di 73,50 euro per le spese di procedimento mai cancellata dal Dm 2011. Anche su questo balzello si soffermano i giudici, visto che le entrate per la metà sono impiegate nel finanziare le spese di rimpatrio degli irregolari ai sensi dell’articolo 14-bis del Testo Unico sull’immigrazione (Dlgs n. 286/1998).

Al momento quindi gli articoli (comma 1), 2 (comma 1 e 2) e 3 del Dm ottobre 2011 sono annullati ed è stato dato ordine alla pubblica amministrazione di eseguire la sentenza. Si attendono a breve le indicazioni operative.

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