L’ultimo atto, in termini di tempo, è la pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale del 5 giugno 2017 n. 128 dei moduli semplificati per la presentazione delle segnalazioni, delle comunicazioni e delle istanze per edilizia e attività commerciali.
In via più generale, però, sono stati molteplici gli interventi sulle normative che regolano i permessi e le autorizzazioni per i lavori edilizi, modificando nel profondo la disciplina autorizzatoria.

Partiamo allora dalle fondamenta di questa innovata costruzione regolamentare, dal lessico.

Partiamo dalla CILA
Le modifiche apportate al Testo Unico dal Legislatore nel tentativo di semplificare la disciplina hanno fatto sì che si inserisse l’articolo 6-bis nel Dpr n. 380/2001 per definire meglio l’ambito della CILA, la Comunicazione d’Inizio Lavori Asseverata.

Con l’abrogazione della Comunicazione d’Inizio Lavori semplice (CIL), che non aveva bisogno di un progetto redatto da un tecnico abilitato, è stata notevolmente ampliata la sfera di utilizzo della CILA che adesso raggruppa tutti gli interventi non ricompresi:

Cosa significa Scia?
Il termine SCIA è l’acronimo di Segnalazione Certificata di Inizio Attività. Potremmo definirla, semplificando, una sorta di evoluzione della CILA.

È necessario l’intervento di un professionista che certifichi, dal punto di vista tecnico, la regolarità del lavoro. In più, al suo interno, prevede l’indicazione dell’impresa che effettuerà i lavori. Non è previsto il pagamento di oneri al Comune e la sua presentazione dà immediatamente diritto all’inizio dei lavori: nei 30 giorni successivi l’amministrazione potrà bloccare il cantiere qualora ravvisi non conformità tecniche o giuridiche.

L’articolo 22 del Testo Unico elenca, dopo le modifiche, gli interventi che possono avvalersi della Scia definita “normale”:

  •  Manutenzione straordinaria sulle parti strutturali degli edifici;
  • Restauro e risanamento conservativo sulle parti strutturali degli edifici.
  • Ristrutturazione edilizia (leggera), che non comporti modifiche alla volumetria complessiva, cambio di destinazione d’uso degli edifici nel centri storici e cambio di sagoma degli edifici vincolati.

Esiste poi la SCIA super, alternativa al permesso di costruire, regolamentata dall’articolo 23 del Dpr n. 380/2001 che elenca nel dettaglio quali sono gli interventi sottoposti a questa tipologia di segnalazione certificata:

  • Interventi di ristrutturazione (pesante) che implicano modifiche sostanziali come variazioni alla volumetria e ai prospetti, cambio di destinazione d’uso degli edifici nel centri storici, cambio di sagoma degli edifici vincolati.
  • Interventi di nuova costruzione o ristrutturazione urbanistica disciplinati da piani attuativi e accordi negoziali che contengono precise disposizioni plano-volumetriche, tipologiche, formali e costruttive.
  • Interventi di nuova costruzione che attuano strumenti urbanistici generali recanti precise disposizioni plano – volumetriche.

Dopo la presentazione di Scia super, è obbligatorio attendere almeno 30 giorni prima di iniziare i lavori.

Le regioni possono dare indicazioni di dettaglio sugli interventi, ulteriori di quelli indicati dalla legge nazionale, da sottoporre obbligatoriamente a Scia super.

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