SPID è un acronimo che identifica il Sistema Pubblico d’Identità Digitale. In altre parole, saranno le uniche credenziali da ricordare per accedere a tutto quanto ci riguardi, messo in rete dalle amministrazioni pubbliche: dal nostro fascicolo sanitario al cassetto fiscale, dalle multe da pagare ai dati anagrafici.

spid_newsFino ad oggi, chiunque avesse voluto utilizzare i servizi online di una pubblica amministrazione avrebbe dovuto richiedere l’iscrizione al singolo ente. Una procedura articolata che spesso aveva bisogno di una raccomandata per concludersi con l’invio della password d’accesso.
Una “complicazione” che, unita alla pluralità di password e nomi utenti necessari, di certo non ha favorito il diffondersi veloce dell’uso della rete per svolgere alcuni semplici adempimenti.

E allora arriva SPID!
Di questo sistema si parla da anni (la sua istituzione è del 2013)  ma, come spiegato nella conferenza stampa dello scorso 8 marzo all’AgID, è solo dal 15 marzo che gli identity provider inizieranno a rilasciare le prime credenziali.
SPID permette a chi fa richiesta a uno dei provider accreditati dall’Agid di avere a disposizione una sola “identità digitale” autenticata per fruire dei servizi di tutte le amministrazioni pubbliche.

Vediamo allora le caratteristiche di questo sistema.

A cosa serve SPID
L’identità SPID consiste in credenziali  che permettono di accedere ai servizi online, rilasciabili a tutti i cittadini maggiorenni e, presto, alle imprese. In base alle regole tecniche definite dall’Agid, esse possono corrispondere a tre livelli di sicurezza:

  • Livello 1: una user-id e una password di almeno 8 caratteri da cambiare ogni 180 giorni (6 mesi circa); si riferisce in genere ai servizi informativi e permetterà, ad esempio, di iscrivere i propri figli a scuola.
  • Livello 2: alla user-id e alla password si aggiunge un codice temporaneo simile al token utilizzato per i servizi bancari o all’sms inviato sul numero mobile indicato in fase di richiesta dell’identità e utilizzabile una sola volta.
  • Livello 3: l’utente disporrà di user-id, password e di un dispositivo di accesso come una smart-card da utilizzare in fase di identificazione.

Ad ogni livelli corrispondono alcunI tre livelli permettono di effettuare diverse operazioni in rete. Ad esempio, per l’iscrizione online a scuola sarà sufficiente una identità di livello 1 mentre per le istanze edilizie è necessario avere a disposizione credenziali verificate di livello superiore.

Costi
Anche se le credenziali verranno rilasciate da soggetti privati accreditati, almeno per i prossimi due anni, le identità SPID dei primi due livelli saranno gratuite.
Ciascun soggetto autorizzato potrà richiedere un compenso per i servizi “aggiuntivi”. Per esempio per ottenere la TIMid di livello 1 e 2, i clienti business dovranno pagare anticipatamente, 36 euro+IVA e garantire la sottoscrizione biennale del servizio. Ancora non specificate le caratteristiche dell’identità digitale erogata da Posteitaliane così come InfoCert non ha ancora pronta la procedura per il rilascio dell’ID di terzo livello.

I servizi a disposizione
Inizialmente, attraverso lo SPID sarà possibile accedere a circa 300 servizi di amministrazioni centrali e di alcune Regioni.

  • Amministrazioni centrali: INPS, INAIL, Agenzia delle Entrate
  • Regioni: Piemonte, Friuli Venezia Giulia, Emilia Romagna, Liguria, Toscana, Marche
  • Comuni: Firenze

Entro due anni, invece, tutte le amministrazioni dovranno consentire l’accesso a tutti i propri servizi online.
In più, SPID è stato concepito per essere utilizzato anche in qualità di clienti di aziende private, nell’ottica di un incremento dell’uso di strumenti digitali anche da parte delle imprese di piccole o piccolissime dimensioni.

Cosa fare in caso di inerzia della Pa
L’utilizzo di SPID è un obbligo per le amministrazioni e quindi frapporle ostacoli apre la strada dell’inadempimento.
In primo luogo di potrebbe procedere con una segnalazione all’Agid. Oppure ricorrere al “difensore civico digitale”, previsto nella riforma del Codice dell’Amministrazione presso ogni amministrazione.
Resta la possibilità di ricorrere al TAR, anche concordando con altri cittadini di organizzarsi per utilizzare la cosiddetta “class action amministrativa”.

Questione di privacy
I dati ai quali sarà possibile accedere attraverso SPID saranno numerosi e spesso sensibili. A vigilare affinché non siano compiute attività di profilazione sui dati personali ci saranno Agid e Garante privacy.
Lo stesso Garante ha richiamato l’attenzione al fatto che gli utenti, al momento del rilascio dell’identità digitale, siano informati in modo semplice e chiaro sull’importanza delle credenziali, sui riflessi giuridici delle transazioni elettroniche e sulle modalità per prevenire i furti d’identità online.

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