Una nuova definizione di sicurezza urbana permette l’ampiamento delle competenze dei sindaci in relazione ai regolamenti emanati ai sensi del Tuel, anche in relazione agli orari dei pubblici esercizi e di vendita o somministrazione di bevande alcoliche e superalcoliche.

criminalità, sicurezzaFinalità da raggiungere e ambiti di possibile intervento sono al centro del decreto legge «Norme in materia di sicurezza urbana nonchè a tutela della sicurezza delle città e del decoro urbano» che, all’articolo 4 amplia la sfera di competenza dei sindaci in materia di regolamenti emanati ai sensi del Tuel per lasciar loro spazio in materia di prevenzione di fenomeni di criticità sociale che impattino sulla sicurezza urbana.
Il richiamo evidente, nella lettera della disposizione normativa, è ai fenomeni di movida urbana che spesso i Primi Cittadini hanno tentato di arginare con ordinanze poi impugnate dinanzi ai Tar.

Il Dl, pertanto, interviene sull’articolo 50 del Tuel (competenze del sindaco) e sull’articolo 54 (attribuzioni del sindaco nelle funzioni di competenza statale). Per “chiudere il cerchio” delle possibilità d’intervento, per quanto riguarda la vendita e/o la somministrazione di alcolici il decreto interviene sul secondo comma dell’articolo 14-ter della legge n. 125/2001: niente bevande alcoliche sotto i 18 anni e multe che vanno dai 250 ai mille euro a chiunque venda o somministri alcolici ai minorenni.

La nuova definizione
L’articolo 4 del Dl n. 14/2017 afferma:
«…si intende per sicurezza urbana il bene pubblico che afferisce alla vivibilità e al decoro delle città, da perseguire anche attraverso interventi di riqualificazione
e recupero delle aree o dei siti più degradati, l’eliminazione dei fattori di marginalità e di esclusione sociale, la prevenzione della criminalità, in particolare di tipo predatorio, la promozione del rispetto della legalità e l’affermazione di più elevati livelli di coesione sociale e convivenza civile, cui concorrono prioritariamente, anche con interventi integrati, lo Stato, le Regioni e Province autonome di Trento e di Bolzano e gli enti locali, nel rispetto delle rispettive competenze e funzioni».

Tre categorie
I nuovi poteri dei sindaci, ampliati dal decreto legge, sono posti a salvaguardia della sicurezza urbana. Essi potrebbero essere ricondotti a tre categorie:

  1. nuovi poteri ordinari – attraverso lo strumento del regolamento comunale – che potranno stabilire limiti e condizioni agli orari dei pubblici esercizi;
  2. ampliamento dei poteri del sindaco come rappresentante della comunità locale in materia di ordinanze contingibili e urgenti;
  3. interventi del sindaco come ufficiale di governo che agisce con vincolo gerarchico verso il Viminale.

Il Daspo per la sicurezza
Tra le novità del decreto sicurezza è inserita la possibilità che il Sindaco o il Questore prevedano l’allontanamento di un soggetto per motivi di sicurezza urbana.
Come accade per il Daspo sportivo (Divieto di Accedere alle manifestazioni SPOrtive), questo strumento inibisce la possibilità di accesso in luoghi in cui il destinatario del divieto potrebbe creare disordini.

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