Identificazione unica tramite Spid, servizi online aggregati a carico delle singole amministrazioni. Il responsabile area Architetture, standard e infrastrutture Agid chiarisce durante un seminario web che spetterà al singolo ente attribuire il livello minimo di autenticazione, tra i tre previsti, affinché l’utente possa accedere al procedimento di suo interesse che comporti l’identificazione tramite SPID.spid_newsIdentificazione con una sola chiave d’accesso per tutte le amministrazioni pubbliche. Questo è SPID. I servizi, però, saranno quelli messi a disposizione dai singoli enti di ogni livello. Saranno proprio le singole amministrazioni, che conoscono l’infrastruttura del software che si interfaccia con lo Spid, a dover definire a quale livello devono corrispondere le credenziali di autenticazione per accedere al singolo procedimento. Agid fornirà in tal senso “solo” alcune indicazioni di massima. In altre parole, ogni amministrazione definirà se è sufficiente possedere un identificativo di livello 1 (id e password) o se è necessario, per operare sui servizi online messi a disposizione, essere in possesso di sistemi di verifica ulteriori.
A spiegarlo il responsabile Agid dell’area Architetture, Standard e Infrastrutture, Francesco Tortorelli, durante il seminario web “SPID: speranze e prospettive per la dorsale digitale del paese” di martedì 22 marzo 2016.

Numerose le domande a margine del seminario, durante il quale è stato anche chiarito perché si è preferito lavorare alla creazione di SPID piuttosto che all’implementazione di sistemi di identificazione già esistenti come CIE e CNS.
Tre le motivazioni: in primo luogo la natura di CIE e CNS, le cui caratteristiche tecniche sono normate e quindi non modificabili senza interventi direttamente sulla legge di riferimento; in aggiunta – ha spiegato Tortorelli – Cie e Cns richiedono un lettore e sarebbero quindi poco fruibili in mobilità, settore verso cui si sta sempre più spostando la fruizione dei servizi, andando ad “aggravare” ulteriormente il bassissimo utilizzo che queste due chiavi di accesso hanno fatto registrare. Una scelta che lega Spid – e l’identificazione unica per i servizi online – al mercato in contrapposizione alla tecnologia codificata fino ad oggi utilizzata.

Tra gli obiettivi di SPID, infatti, rientra in prima battuta l’utilizzo dei servizi online (che pertanto devono essere utili e semplicemnte fruibili dalla maggioranza della popolazione) in modo da permettere, grazie all’ampia platea dei sottoscrittori di richieste di identificazione, il servizio gratuito e ampliarlo agli operatori privati.

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