Dal 1° luglio anche i professionisti saranno obbligati a gestire la fatturazione attraverso lo split payment, cioè la scissione dell’Iva che viene versata direttamente dalla pubblica amministrazione acquirente.

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L’estensione è prevista dal decreto n. 50/2017, la manovrina d’aprile che obbliga alla procedura liberi professionisti, agenti e intermediari eliminando la previsione dell’articolo 17-ter del Dpr 633/1972 introdotto dalla legge di stabilità 2015.
Le pubbliche amministrazioni che effettuano acquisti di beni e servizi verseranno direttamente all’Erario l’imposta sul valore aggiunto addebitata in fattura dai loro fornitori.
Fuori dall’applicazione della norma le operazioni:

  • documentate da scontrino fiscale, ricevuta fiscale o altri meccanismi semplificati di certificazione dei corrispettivi;
  • che non comportano l’indicazione in fattura dell’Iva;
  • le cessioni di beni e prestazioni di servizi soggette al reverse charge (l’inversione contabile prevale sullo split payment).

Approfondisci attraverso il decreto del Ministro dell’economia e delle finanze 27 giugno 2017 e la relazione illustrativa.

L’ambito applicativo
Questa procedura si applica quando la fattura viene emessa nei confronti delle seguenti categorie di soggetti:

  • pubbliche amministrazione classificate in un elenco Istat «Pubbliche amministrazioni» inserite nel conto economico consolidato individuate dall’Istat (si tratta in sostanza degli enti per i quali viene emessa la fattura elettronica);
  • società controllate dalla Presidenza del Consiglio dei ministri, dai singoli ministeri e società controllate a loro volta da queste;
  • società controllate dalle regioni, province, città metropolitane, comuni e società da queste controllate;
  • società quotate inserite nell’indice Ftse Mib della Borsa italiana.

Fino al 31 dicembre 2017, fa fede l’elenco pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale del 30 settembre 2016 n. 229, mentre dal 2018 si consulterà l’elenco pubblicato dall’Istat entro il 30 settembre dell’anno precedente.

L’elenco dei soggetti pubblicato sul sito del MEF.

Come fare
I professionisti al fine di emettere la fattura PA dovranno provvedere a:

  1. Annotare la fattura nel registro IVA vendite o corrispettivi;
  2. Annotare in fattura la dicitura “scissione dei pagamenti”;
  3. Non calcolare l’IVA a debito sulle fatture emesse alla P.A..

La creazione, gestione e firma digitale della fattura elettronica nei confronti della pubblica amministrazione può essere gestita tramite il servizio FatturaPA attraverso il Sistema di Interscambio dell’Agenzia delle Entrate oppure rivolgendosi a un intermediario.

L’invio della fattura elettronica, firmata digitalmente, dovrà avvenire tramite SDL o Pec.

L’Iva non concorre al saldo della liquidazione periodica del professionista visto che sarà direttamente la Pa ad effettuare il versamento all’Erario.

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