L’istituzione del nuovo ente di riscossione Agenzia delle Entrate-Riscossione che ha soppiantato la “vecchia” Equitalia continua a dare i suoi frutti: ecco, nuovo di zecca, arrivare infatti il nuovo modello di cartella di pagamento che dovrà essere usato obbligatoriamente già a partire dal 1° luglio 2017 (data del subentro del nuovo ente).

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Il modello, istituito con provvedimento del 14 luglio dell’Agenzia delle Entrate, contiene infatti numerose indicazioni, tra cui anche l’alert/avviso per i pignoramenti diretti sui conti correnti per chi non pagherà quanto dovuto entro i 60 giorni previsti.

La struttura
Queste le principali novità del nuovo modello di cartella di pagamento, che sostituisce il precedente del 2016:

  • nel frontespizio, oltre all’elenco degli enti creditori e delle somme contenute nella cartella, sono riportati sinteticamente:
    – la causale da cui è scaturita l’iscrizione a ruolo,
    – l’anno d’imposta (in caso di crediti di natura erariale),
    – un prospetto nel quale viene spiegata la spettanza delle somme rispettivamente all’ente creditore e all’agente della riscossione;
  • nel caso di cartelle contenenti importi iscritti a ruolo da parte di più entiviene riportata mediante l’uso di colori diversi la tipologia dei creditori: arancione per le iscrizioni a ruolo delle Agenzie fiscali; verde per le iscrizioni a ruolo di Comuni, Regioni, ecc.). Il colore usato corrisponde anche al banner colorato nella sezione della cartella dedicata alle informazioni di competenza dell’ente creditore;
  • è compreso l’avviso dei casi di inadempienza per le somme dovute entro i 60 giorni dalla notifica della cartella di pagamento. La cartella «ha valore di intimazione ad adempiere l’obbligo» e in caso di mancato pagamento, l’Agente della riscossione può acquisire, «anche con richieste a terzi» (cioè alle varie banche dati), notizie «sul reddito e sul patrimonio dei singoli debitori» e successivamente procedere, sulla base del ruolo che costituisce titolo esecutivo, secondo le disposizioni di legge, sia al fermo amministrativo dei beni mobili registrati (veicoli, aeromobili, natanti), sia all’iscrizione di ipoteca sugli immobili, sia all’esecuzione forzata di beni immobili, mobili e crediti (stipendi, fatture e parcelle comprese).
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