Il dipartimento delle Finanze del ministero dell’Economia ha informato che sono in arrivo i rimborsi della quota statale per i versamenti in eccesso sui tributi locali.

tributi, casa, Imu, Tasi, saldo, accontoNel comunicato del 30 marzo 2017, il Mef  annuncia l’accreditamento per i rimborsi della quota statale a favore dei contribuenti che avevano effettuato versamenti in eccesso dell’Imu e della maggiorazione Tares sin dal 2012 e che avevano già comunicato il proprio Iban al Comune.

Le modalità di rimborso
La liquidazione dei rimborsi è stata oggetto del Dm Economia e Finanze 26 ottobre 2016, con cui si disciplinano le procedure di restituzione ai contribuenti delle somme versate erroneamente.

Il Ministero individuava due modalità operative che si differenziano sulla base del possesso degli estremi dei conti bancari o postali su cui riversare le somme o meno.
Nel primo caso – contribuenti che hanno indicato l’Iban bancario o postale – il versamento è assicurato attraverso l’emissione da parte del dipartimento delle Finanze di ordinativi di pagamento collettivo trasmessi alla Banca d’Italia insieme agli elenchi con quanto e a chi riversare.
Nell’ipotesi in cui le coordinate bancarie o postali siano mancanti, invece, il rimborso è disposto con ordinativi di pagamento individuali. Se l’importo a rimborso è inferiore ai mille euro, si procede con un bonifico domiciliato presso gli uffici postali da riscuotere in contanti. Altrimenti il Mef procede con l’emissione di un vaglia cambiario non trasferibile della Banca d’Italia, intestato al beneficiario del rimborso.

In mancanza di rimborso
Tutti i rimborsi non andati a buon fine o non riscossi entro il secondo mese successivo a quello di esigibilità sono riversati al dipartimento della Ragioneria generale dello Stato, Ispettorato generale per la finanza delle pubbliche amministrazioni.

Successivamente si procederà al rinnovo del pagamento a favore del beneficiario.

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