Applicabile la sanzione fino a 335 euro per chi utilizza un veicolo per una destinazione o uso diversi da quelli indicati sulla carta di circolazione. Una nota del Dipartimento per la Pubblica Sicurezza del ministero dell’Interno conferma la linea dura contro chi svolge un servizio pubblico senza autorizzazione, in diretto riferimento ai servizi Uber e Uber Pop.

Uber
©Akulamantiau

Non esiste alcuna circolare “Alfano” che consentirebbe di non sanzionare il servizio Uber Pop. Il Viminale interviene per rimarcare la linea già definita da diverse Prefetture di contrastare chi utilizza un mezzo privato per svolgere un servizio pubblico non autorizzato.

Il ministero dell’Interno rimanda a quando scritto nella circolare 11 marzo 2016, con la quale informava i dirigenti dei compartimenti di Polizia Stradale del parere del Consiglio di Stato: la sanzione prevista dall’articolo 82 del Codice della Strada – affermava Palazzo Spada – è applicabile laddove venga accertato l’utilizzo del veicolo per una destinazione o uso diversi da quelli indicati sulla carta di circolazione, nei confronti del conducente del veicolo, utilizzato per trasporto di persone ed effettuato attraverso nuove forme di organizzazione e gestione telematica Uber e Uber pop.

La sanzione amministrativa prevede il pagamento di una somma che va dagli 84 ai 335 euro e la sanzione accessoria della sospensione della carta di circolazione da 1 a 6 mese, elevata dai 6 ai 12 mesi in caso di recidiva.

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